Alla scoperta di Kaio Jorge, il ragazzo d’oro del Santos

di Alex Campanelli |

kaio jorge

Acquistare un giocatore dal Sudamerica, possibilmente dal Brasile, meglio ancora se giovane e poco conosciuto, è un’operazione che stuzzica inevitabilmente la fantasia della stragrande maggioranza dei tifosi.  Un ragazzo proveniente dal paese del futbol bailado è visto come una figura quasi mistica, con un numero potenzialmente infinito di futuri davanti a sé, che vanno da erede di Pelé a nuovo Athirson, passando per innumerevoli sfumature e vie di mezzo, come i talenti maledetti Pato e Adriano o gli ormai iconici Cafu e Kakà.

Proprio per questo c’è bisogno di conoscere in maniera approfondita Kaio Jorge: toglierà certamente un po’ di poesia e di fascino dell’ignoto, ma comprenderne la storia sin qui, i movimenti in campo e i margini di miglioramento, è senz’altro il modo migliore per capire perché la Juventus (che non lo segue da ieri, ma da più di un anno) ha deciso di tornare a scommettere forte, dopo tanto tempo, su un giovane talento non ancora approdato in Europa.

Nato il 24 gennaio 2002, Kaio Jorge Pinto Ramos è figlio dell’ex giocatore di futsal Jorge Ramos; sin dalla tenerissima età il padre cerca di assecondarne la naturale inclinazione verso il calcio, pubblicando su Youtube i video delle sue giocate. Kaio arriva al Santos nel 2011, dopo aver impressionato prima nel Nautico e poi nello Sport Recife. Il Peixe è il realtà la seconda big brasiliana al quale Jorge propone suo figlio, visto che la sua prima scelta, il San Paolo, ha prontamente risposto picche.

Da sempre impiegato sotto età nelle selezioni giovanili, Kaio Jorge debutta precocemente anche in prima squadra, a 16 anni e 8 mesi contro l’Atletico Paranaense, venendo velocemente paragonato, ça va sans dire, a Neymar. I dirigenti del Santos si affrettano nel fargli firmare il suo primo contratto da professionista, clausola rescissoria 50 milioni di euro, che scadrà nel dicembre 2021. In patria c’è chi inizia già a chiamarlo Menino de Ouro, il ragazzo d’oro.

In casa Peixe capiscono di aver tra le mani un gioiello puro quando, nel 2019, Kaio trascina l’Under 17 brasiliana alla vittoria del mondiale di categoria, trofeo che in casa verdeoro mancava dal 2003. Il ragazzo nell’arco della competizione va a segno 5 volte, finale compresa, e mette in mostra un campionario da professionista scafato: opportunismo, abilità nel giocare sulla linea del fuorigioco, freddezza in area davanti al portiere e dal dischetto, piede delicato tanto nel gioco spalle alla porta quanto nei piazzati.

Nel 3-2 del Brasile sul Cile è Kaio Jorge a fare praticamente tutto: segna l’1-0 con un notevole calcio di punizione, si vede annullare la rete del raddoppio per un fuorigioco millimetrico, conquista e realizza il rigore del provvisorio 2-2.

Mentre il ragazzo inizia a trovare spazio anche in prima squadra sotto la guida del tecnico portoghese Jesualdo Ferreira, addetti ai lavori e stampa iniziano a comprenderne meglio le caratteristiche e propongono un paragone decisamente più calzante rispetto a Neymar, quello con Roberto Firmino. Il talento del Santos racchiude in sé alcune caratteristiche del primissimo Firmino, quello più potente nel lungo e abile nell’1 contro 1, ed altre proprie della versione più recente, in particolare la capacità nel fungere da raccordo avanzato e servire i compagni, con una maturità solitamente sconosciuta ai suoi coetanei.

Le schede più recenti attribuiscono al giocatore un’altezza tra il metro e 82 e il metro e 84 per un peso di 64kg, ma è evidente come nell’ultimo periodo il ragazzo sia cresciuto muscolarmente, rendendo decisamente più credibile il profilo delineato dagli analisti di Football Manager, che gli assegnano un peso di 71kg. A dispetto di un fisico longilineo ma non statuario, Kaio Jorge è bravo a giocare spalle alla porta e ad alleggerire giocando all’indietro, oppure a girarsi di scatto e partire in progressione. Contro i difensori europei è probabile che l’ormai ex 9 del Santos possa andare in difficoltà, ma non dimentichiamoci che parliamo di un ragazzo di 19 anni, ancora da definire nel fisico; un aumento della sua massa muscolare è auspicabile, a costo di non snaturarne le caratteristiche e creare mostri in stile Pato.

Aggredito da dietro, Kaio Jorge si abbassa fin quasi a centrocampo, sfrutta l’avversario come perno in una giocata mutuata dal calcio a 5, si gira e si lancia in progressione.

Come ogni ragazzo brasiliano che si rispetti, Kaio Jorge è dotato di un dribbling molto efficace, pur se non particolarmente fantasioso: il classe 2002 raramente mette in mostra trick elaborati, preferendo sfruttare la sua abilità nei cambi di ritmo e di direzione e nelle sterzate, in maniera simile a quanto vediamo fare ogni settimana da Federico Chiesa, rispetto al quale il giovane sudamericano risulta meno potente ma più agile. In questo fondamentale, Jorge è già un giocatore di stampo europeo: difficile che si lasci andare a tocchi fino superflui o tenti di dribblare in situazioni evidentemente sfavorevoli.

Tra i dettagli ancora migliorabili, vi sono sicuramente la predisposizione all’utilizzo del sinistro, il piede debole, e ai duelli aerei, soprattutto quando l’area si rigore si fa affollata, momenti nei quali Kaio preferisce defilarsi e aspettare la palla giusta piuttosto che gettarsi nella mischia. Anche nella nostra scheda dello scorso anno avevamo evidenziato tali deficit nel suo gioco, è invece interessante evidenziare come il ragazzo sia cresciuto nel gioco coi compagni, tanto da essere definito un attaccante “di manovra” da Ultimo Uomo (che come France Football l’ha inserito tra i 50 giovani più interessanti del 2021).

Sulle potenzialità di Kaio Jorge, ma anche sulle sue doti già evidenti e che potrebbero già fare la differenza nel calcio europeo, si è sbilanciato anche uno dei maggiori esperti italiano di calcio sudamericano, Stefano Borghi:

“Kaio Jorge è un super giocatore, può giocare da 9 puro ma anche da falso 9 e da seconda punta attorno a un attaccante più fisico. Servirebbe a tutti, è un attaccante che ha gol ma anche gioco, è adatto a qualsiasi sistema offensivo ed ha avuto una grande evoluzione sia fisica che tattica, è un giocatore che si integra alla perfezione in un’interpretazione moderna del calcio”.