JvtbEleven (1): Juve-Cagliari, Pjanic va lasciato più libero

di Jacopo Azzolini |

Pjanic

In ogni puntata, un autore di Juventibus proporrà il proprio undici tipo, e Jacopo Azzolini – che si è occupato del fake eleven nel corso di questa estate – commenterà la specifica formazione, soffermandosi su pregi e difetti.  Questo è l’undici proposto da Massimo Zampini. Dite la vostra anche voi.

 

La sfida più interessante di questa formazione è senza dubbio in mezzo al campo: la principale svolta della stagione passata è stata proprio rendersi conto dell’inefficienza del centrocampo a 3, perché né Khedira né Pjanic erano in grado di coprire adeguatamente l’ampiezza del campo. Tutti noi ricordiamo quelle orride partite in cui si trovarono ad agire in zone praticamente esterne, lontanissimi dal vivo del gioco. Insomma, forse gli uomini meno sfruttati della prima parte di stagione (e tra i più migliorati dopo Fiorentina-Juve, quando Allegri scelse di spostare il loro raggio d’azione esclusivamente sulla linea centrale).

Senza un giocatore “da break” come Matuidi, questo centrocampo rischia di essere leggero e poco dinamico, soprattutto nei ribaltamenti di fronte. Sarebbe poi un po’ limitante per una squadra che punta alla Champions affidarsi a Marchisio come metodista davanti alla difesa: un Pjanic che si interscambia con lui può però rendere più fluida la fase di possesso, quindi occorre lavorare bene sui loro movimenti.  Va inoltre richiesto un gran lavoro ad Alex Sandro (tra l’altro totalmente nelle sue corde), il quale deve evitare al bosniaco di defilarsi troppo, tenendolo al centro del campo ed evitandogli un eccessivo lavoro senza palla.

Se, comunque, la corsia mancina ha pochi eguali in Europa, di contro la fascia destra presenta pesanti incognite. In questo lato manca assolutamente un terzino verticale e propositivo, in grado di fornire il giusto supporto a Khedira e Dybala. Il tedesco ha già dimostrato di andare in difficoltà quando gli viene richiesto di coprire ampie porzioni del rettangolo di gioco, mentre la Joya – il giocatore forse più talentuoso della rosa – perderebbe molto del suo potenziale se costretto a partire troppo laterale. Senza l’adeguato aiuto di un esterno difensivo idoneo, sorgerebbero presto equivoci tattici.

I rifornimenti a Higuain – soprattutto grazie alla facilità di cross di Douglas Costa – sarebbero ottimi se confrontati all’anno passato, ma senza un’esplosione di Rugani la costruzione bassa rischia di rivelarsi farraginosa. Insomma, per un problema che si risolve ne spunta un altro che prima non c’era.

In sintesi, è illogico non sfruttare l’investimento Matuidi se si vuole passare al 4-3-3, visto che il francese possiede caratteristiche adeguate e oggi insostituibili per questa Juve. Non va poi dimenticata l’assoluta necessità di un terzino destro di livello: oggi De Sciglio non pare il profilo migliore per risolvere le lacune esistenti.

Comunque, qualsiasi cosa si decida, non si può prescindere dalla centralità di Pjanic e Dybala. Da loro passa buona parte di questa squadra, vanno di conseguenza messi nelle condizioni di esprimersi al meglio.

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