JvtbEleven (8), Atalanta-Juve: Berna e Douglas per spaventare la Dea

di Alex Campanelli |

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In ogni puntata, un autore di Juventibus proporrà il proprio undici tipo relativo alla prossima partita, per l’occasione Alex Campanelli sostituirà Jacopo Azzolini e commenterà la specifica formazione, soffermandosi su pregi e difetti.  Questo è l’undici proposto da Federica Zicchiero per Atalanta – Juventus. Dite la vostra anche voi.

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Massimo rispetto per l’Atalanta, formazione che dopo un inizio stentato ha ingranato alla grande sia in campionato che in Europa League, con il prestigioso scalpo dell’Everton all’attivo. Dentro quindi tutti i titolari in difesa, da Buffon a Chiellini (sarà record per lui domenica) ed Alex Sandro. Gara importante per Rugani, che si troverà a fronteggiare ora la fisicità di Petagna ora i guizzi del Papu Gomez; sbagliato ormai parlare di esami per lui, sempre più vicino al rappresentare una certezza assoluta.

Obbligata la coppia di centrocampo, stante l’indisponibilità di Pjanic, sarà interessante vedere Bentancur contro una mediana formata da giocatori dall’ottimo passo come De Roon e Freuler, importantissime saranno le sgroppate di Matuidi per rompere la rigida ragnatela tattica intessuta da Gasperini, uno dei segreti di Pulcinella che hanno fatto le fortune della Dea.

Stante l’intoccabilità di Dybala, sarebbe interessante osservare per la prima volta una trequarti tutta mancina formata dalla Joya, da Douglas Costa e da Bernardeschi, che andrebbe a debuttare dal 1′ in una partita per nulla semplice. L’idea di fondo sarebbe quella di mettere in difficoltà Hateboer e soprattutto Spinazzola, mai stato un difensore puro, insistendo sugli scambi stretti tra Douglas e Sandro a sinistra e tra Berna e Dybala, piuttosto che un Lichtsteiner utilizzato molto largo come valvola di sfogo, a destra, per prendere in mezzo le coppie Palomino-Hateboer e Masiello-Spinazzola creando superiorità numerica.

L’assenza di Mandzukic, imprescindibile soprattutto nelle ultime gare, potrebbe però sovraccaricare di lavoro Gonzalo Higuain, il quale sarebbe non di rado costretto ad abbassarsi per favorire la costruzione della manovra (soprattutto qualora l’Atalanta decidesse di giocare con il baricentro basso) e soprattutto a guidare un pressing del quale il croato è maestro e che né Douglas né Bernardeschi, per indole e per grado d’integrazione nel 4-2-3-1 di Allegri, sarebbero in grado di chiamare.