JvtbAdvisor, gita a Cardiff

di Valeria Arena |

Cardiff

Se avrete la possibilità di recarvi a Cardiff per la finale di Champions, voi juventini o quel resto di Italia che potrà nuovamente provare il brivido di una finale europea, dopo il 2015, sostenendo il paese che più ama, ossia la Spagna, sappiate che esistono diversi modi per stemperare la tensione, esorcizzare le paure e canalizzare ansie, entusiasmi e sentimenti di vario tipo che non siano gli psicofarmaci, lo yoga, i campionati mondiali di Candy Crush, il fissare la parete della stanza in cui alloggiate o rivolgersi a una chiromante. Il Galles, infatti, vi offre di una moltitudine di svaghi per tutti i gusti: visite ai patrimoni storico-artistici del luogo, itinerari per appassionati di serie tv, attività ricreative e percorsi enogastronomici.
Ricordate, però, nel caso in cui la vostra squadra dovesse perdere, che sarebbe opportuno non andare in giro a sfasciare monumenti, ristoranti e luoghi altrui perché i gallesi non c’entrano nulla, non stanno manco in Champions e poi l’ospitator non porta pena. Al massimo potete andare a tirare carta igienica a Piazza Castello o a fare i graffiti offensivi a Plaza Mayor, ma sarebbe opportuno non fare neanche quello. Bevete e passerà tutto.

 PERCORSO STORICO-ARTISTICO 

Per gli appassionati del mondo reale britannico, c’è la possibilità di visitare il Castello di Cardiff (viva la fantasia), un maniero medievale realizzato dai Normanni sui resti di un forte romano, ormai un mix di stili architettonici diversi. L’ultimo a metterci le “mani” – si legge nei siti turistici dedicati al capoluogo gallese – fu nella seconda metà dell’Ottocento il terzo Marchese di Bute su progetto dell’architetto William Burges. Noi speriamo che l’ultimo ultimo sia uno juventino, alla sua terza Champions League, su progetto di Marotta, Paratici, Agnelli e magari su gol di Higuain.
Volendo, si potrebbe anche bissare e continuare il percorso reale con il Castello Coch, Castello rosso in lingua gallese. L’obiettivo, naturalmente, è farlo diventare bianconero.
L’itinerario storico-artistico prosegue con City Hall, il palazzo simbolo di Cardiff e l’Animal wall, il muro che costeggia il Castello di Cardiff, sul quale si trovano 15 sculture di animali realizzate tra il 1890 e il 1931. Se dovesse mancare la zebra, occorre rimediare.
Infine, il percorso artistico prevede il Museo nazionale di Cardiff che ospita opere celebri come La Parisienne di Renoir e Il Bacio di Rodin. La battuta sul vero capolavoro la lascio a voi.

 APPASSIONATI SERIE TV 

Per tutti gli appassionati di Dottor Who, la serie televisiva britannica di fantascienza, Cardiff offre la possibilità di partecipare alla Dottor Who Experience, un percorso multisensoriale che permetterà ai visitatori di vivere in prima persona le esperienze del Signore del tempo, l’alieno viaggiatore del tempo che si fa chiamare semplicemente Il Dottore. Ecco, chi può, torni indietro al 2003 e faccia segnare quei rigori a Zalayeta e Montero.

 ATTIVITA’ RICREATIVE 

Se l’obiettivo è quello di rilassarsi, potete passeggiare o fare shopping nelle strade più importanti di Cardiff, come High street/St Mary Street, Arcade, ricca di galleria vittoriane piene di negozi, bar e ristoranti, e la famosa Cathedral Road, considerata una delle strade vittoriane più belle al mondo. So bene la vostra attenzione si è focalizzata sull’aggettivo vittoria(no). La nostra è deformazione sportiva e io l’ho già scritto tre volte in neanche tre righe.
Il tour dedicato al relax prosegue con due parchi, il parco Bute, che si estende dal Castello di Cardiff fino al nord, il parco Roath, situato nella zona residenziale di Roath, e la famosa Baia, raggiungibile anche in battello dal parco Bute. Attività pericolose e azzardose che lasceranno libero sfogo ai pensieri, ai desideri più inconsci e alle paure inconfessabili. Mal che vada, chiedete un alcolico ai bar vicini.

 PERCORSI ENOGASTRONOMICI 

Vi rispondo subito: sì, il Galles ha una cucina tipica locale. Girando per il capoluogo gallese, potete quindi andare alla ricerca di Rarebit, crostini con il formaggio preparati con pan carré e Cheddar, di Tatws Pum Munud, uno stufato a base di pancetta affumicata, brodo e patate, di Faggot, preparato con carne e frattaglie di maiale, il Cawl, una zuppa a base di pancetta o manzo, patate, carote e cavoli, e il Bare Birth, un pane arricchito di frutta secca preparato con farina e normalmente senza lievito.
Naturalmente, potete anche optare su cibo non locale. Di italiani ristoratori, per altro, ne è pieno il mondo. Obbligatorio: bere birra, sperando di brindare e di non annegare i dispiaceri nell’alcol.

Buon Cardiff!