Jvtb-Verona: come la giocherebbe Giulio Gori

di Giulio Gori |

Nel classico appuntamento dell’Epifania, la Juventus affronta l’ultima della classe. Ma la partita contro l’Hellas Verona, al di là dell’importanza della corsa al vertice, ha il fascino dell’amarcord, visto che sulla panchina dei veneti siede Luigi Delneri, una nostra vecchia conoscenza.

Del suo gioco, dopo un anno (sciagurato) in bianconero, sappiamo tutto. E le trame della partita sono di conseguenza abbastanza chiare da prevedere. Delneri si affida a un classico 4-4-2, con la particolarità di estremizzare i concetti della zona difensiva: la squadra difende di reparto, il pacchetto arretrato preferisce la compattezza alle marcature preventive, si concentra sul lato forte lasciando meno protetto il lato debole, mentre a centrocampo opta per due centrali bloccati, dando molto spazio agli esterni. Davanti, dovrebbero giocare due attaccanti di peso come Toni e Pazzini (che sembra sarà preferito a Ionita, un centrocampista), nell’obiettivo di riuscire a proteggere palla sulle verticalizzazioni.

Cosa deve fare la Juventus? Evitare di avere fretta, consolidare il possesso palla e prendere campo. Le squadre di Delneri tendono ad andare in difficoltà quando costrette a collassare il baricentro: giocando sulla copertura degli spazi e non sulle marcature, i difensori si stringono; quindi, o il lato debole rimane scoperto (e in questo caso i nostri tre centrocampisti centrali devono essere molto veloci e precisi nei cambi di fronte, cercando di innescare gli esterni) o a coprire il lato debole deve abbassarsi l’esterno di centrocampo, con la conseguenza che l’Hellas vedrà frustrate le sue possibilità di ripartire in modo efficace. In questo secondo caso, le possibilità offensive del Verona saranno affidate ai lanci lunghi su Pazzini e Toni, clienti durissimi sul gioco aereo, bravissimi a proteggere palla, ma non abbastanza veloci per rappresentare un grande pericolo in contropiede. Schiacciarli, cambiare rapidamente fronte, far collassare gli esterni di centrocampo, questi gli obiettivi dei bianconeri. Attenzione però a non dare loro campo. Quando il baricentro delle squadre di Delneri sale, la pericolosità del loro gioco aumenta. E di molto, specie grazie alle catene degli esterni. E ai cross che possono scaturire per le torri. I numeri delle tre partite della sua gestione veronese parlano chiaro: la difesa balla, ma l’attacco non è a salve. 44 tiri subiti in 270 minuti sono tantissimi, uno ogni 6 minuti. Ma non sono pochi neppure quelli fatti, 39, di cui 22 da dentro l’area di rigore.

Il 3-5-2 sembra il modulo ideale per affrontare questo Hellas. Tre difensori sulle loro due punte, con due a fare marcature preventive e uno (Bonucci) qualche passo indietro a occupare la profondità. I tre centrocampisti dovrebbero concedere alla Juve la possibilità di far circolare rapidamente il pallone per cambiare gioco in modo efficace. Davanti, la scelta sembra scontata vista l’assenza di Mandzukic. Visto il grande traffico che ci sarà davanti alla loro area di rigore, Morata dovrà fare da prima punta vera, per una volta, con Dybala a dare una mano alla circolazione di palla. La scelta più in dubbio è quella sugli esterni. Con un Verona bassissimo, quindi, meglio puntare sulla qualità degli interpreti: più che i tempi di inserimento conterà la capacità di saltare gli avversari in spazi stretti. Sandro e Cuadrado, per questo motivo, appaiono gli interpreti più adatti.

Ecco la mia formazione.

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