Juventus-Cristiano Ronaldo: un investimento che funziona

di Susanna Gatto |

Premessa: la seguente analisi non vuole essere in alcun modo un approfondimento tattico sul ruolo di Cristiano Ronaldo nella rosa della Juventus, tuttavia prenderà in considerazione esclusivamente il passaggio del calciatore portoghese il 10 luglio 2018 dal Real Madrid alla Juventus, al fine di delinearne la strategia e le motivazioni che hanno portato la società bianconera ad attuare un investimento così oneroso.

Dopo l’eliminazione in Champions League contro il Porto e la brutta prestazione di Cristiano Ronaldo, il tifo bianconero si è spaccato a metà: da una parte chi pensa che l’acquisto di CR7 abbia portato solo effetti negativi per la Juventus (economici e sportivi), dall’altra chi non rinuncerebbe mai ad un giocatore da 95 reti in 121 partite con la maglia bianconera.

È necessario quindi trattare quest’argomento sotto un profilo tecnico-finanziario. Osserviamo i costi: l’acquisto del cartellino del Portoghese è costato alla società bianconera €115m (€100m di cartellino + €5m di contributo di solidarietà + oneri accessori) ammortizzato in quattro rate annuali da €28,9m; l’ingaggio percepito da Ronaldo è di €31m corrispondenti ad un costo aziendale di €54,2m; sommando l’ingaggio lordo e la quota di ammortamento, il costo del calciatore è di €83,1m all’anno per quattro anni. Il suo costo complessivo nei quattro anni è di €332,4m.

Ma perché proprio Cristiano Ronaldo? La risposta è più semplice di quanto si pensi. La Juventus, dopo gli otto scudetti consecutivi, il nuovo stadio, l’aumento di capitale e una strategia in linea coi grandi club europei era stata in grado di aumentare enormemente il valore del prezzo dei titoli, al quale però non corrispondeva una crescita di fatturato adeguata. Era innegabile che la società avesse la necessità di aumentare i ricavi commerciali che negli ultimi anni erano certamente cresciuti ma non erano minimamente paragonabili a quelli dei top club europei. Le alternative erano due: la vittoria della Champions League o un investimento nel mercato internazionale. La Juventus ha optato per la seconda con l’acquisto di Cristiano Ronaldo. L’arrivo di CR7 ha immediatamente portato al rialzo le stime del fatturato della Juventus, passando da €478m a €550m per il 2018/2019 e €624m per il 2019/2020.

Come è stato già detto, l’acquisto di CR7 è un investimento, il che vuol dire che la Juventus ha deciso di spendere le cifre sopraccitate per poterne ricavare altrettante. Sono tre le categorie dei flussi attesi in entrata dalla società: la vendita dei biglietti e degli abbonamenti, i ricavi commerciali e i ricavi dai risultati sportivi. Dall’arrivo di Cristiano Ronaldo, gli incassi da abbonamenti sono aumentati del 16,7% solo il primo anno (da €25,6m a €30,1m) per poi aumentare ulteriormente l’anno successivo. I ricavi da biglietteria di Serie A e Champions League sono aumentati rispettivamente in un solo anno del 48,3% e del 41,2%.

Gli incrementi maggiori sono arrivati da sponsor e merchandising. Prima dell’arrivo di Cristiano Ronaldo, la Juventus aveva firmato con Adidas un contratto di 6 anni a partire dal 2015/2016 che prevedeva €23,2m annui al netto del merchandising, cifre che non avevano nulla a che vedere con quelle stellari che Adidas garantiva a top club come il Real Madrid (€120m), ma anche con quelle più basse di Chelsea, City, PSG che si aggiravano comunque attorno ai €65m. Dopo l’arrivo del portoghese, Adidas ha rivisto contratto con la Juventus, rinnovando fino al 2026 aumentandone il corrispettivo a €51m per cinque anni + bonus una tantum di €15m nella stagione 2018/2019. Per quanto riguarda Jeep invece, lo scorso dicembre è stato firmato un rinnovo dal quale la società Juventus non guadagnerà più €21m a stagione ma ben €45m + bonus fino al 2023/2024, più del doppio quindi, cifre sicuramente più vicine ai top club europei. Infine, per quanto riguarda il merchandising, la Juventus è passata dal guadagnare €14,7m nel primo semestre del 2018 a ricavare €26,5 nel secondo semestre (il primo di Cristiano Ronaldo in bianconero), con un incremento dell’80,3% in soli sei mesi, per poi aumentare ancora a €44m nel giugno 2019 (+58%).

Per completare l’internazionalizzazione del brand Juventus, l’arrivo di Ronaldo ha garantito in poco tempo una crescita esponenziale del club sui social, conquistando la quarta posizione con 102,4m di follower tra Facebook, Twitter, Instagram, YouTube e Tik Tok, dietro solo a Barcellona, Real Madrid, e Manchester United.

L’ultimo punto riguarda i ricavi sportivi che, nonostante l’acquisto di uno dei più grandi calciatori della storia, restano ugualmente i più imprevedibili per una società calcistica. Ci si aspettava infatti che l’arrivo di Ronaldo avrebbe garantito alla Juventus risultati migliori nelle competizioni europee, ma così non è stato. Dall’arrivo di CR7 la Juventus ha continuato a vincere a livello nazionale (per nulla scontato) ma è stata eliminata dalla Champions League nel 2018/2019 ai quarti di finale e nei due anni successivi agli ottavi. I ricavi sportivi sono stati quindi minimi rispetto a quanto ci si sarebbe aspettato.

Lo scopo dell’analisi fatta fin qui è quindi quello di evidenziare quanto sia difficile e inesatto trarre conclusioni sull’investimento Cristiano Ronaldo, in quanto gli asset finanziari sono molteplici ed estremamente variabili; la Juventus, ad esempio, non aveva certamente previsto la “crisi Covid” che avrebbe colpito le società calcistiche ad un anno di distanza dall’acquisto del Portoghese.

In ogni caso, si potrebbe dire quindi che la società bianconera non sia andata in contro a perdite a causa dell’investimento di Cristiano Ronaldo, ugualmente sarebbe azzardato affermare che ci abbia guadagnato quanto sperato. Senza dimenticare che, nel momento in cui le strade della Juventus e di Cristiano Ronaldo dovessero separarsi, si verrebbe a creare un vuoto di €83,1m (costo annuo del calciatore) che garantirebbe eventuali investimenti futuri.

L’analisi, come volevasi dimostrare, è molto più complessa di quanto sembri, e no, Cristiano Ronaldo non è un stato un fallimento per la Juventus: nonostante non siano stati raggiunti tutti i traguardi sportivi attesi, CR7 ha indubbiamente favorito di gran lunga l’internazionalizzazione del brand Juventus, uno dei principali obiettivi della società.


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