Juventus la vittoria in Coppa Italia non cancella le contraddizioni stagionali

di Giordano Straffellini |

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Ieri sera la Juventus ci ha regalato una gioia con la vittoria della Coppa Italia. Incredibile dopo 9 anni di successi scoprire la felicità per una Coppa Italia. Una squadra che soffre il primo tempo e che incredibilmente nel secondo si comporta da grande squadra. Premessa: la società ha dimostrato in questi anni la propria competenza, stadio di proprietà, centro sportivo all’avanguardia, J Hotel, l’acquisto di Ronaldo il più forte giocatore del pianeta, questo per dire che  le scelte non verranno influenzate da questo risultato. Eppure, anche dopo questa prova convincente di fine stagione, non possiamo che dire che quest’annata è piena di contraddizioni.

Dall’esordiente Pirlo capace di vincere due finali, cosa non riuscita all’esperto Sarri,  ma di presentare nell’arco dell’anno una squadra involuta e farcita di equivoci tattici. I punti persi con quasi tutte le squadre della metà bassa della classifica,  le buone prove con le pretendenti per lo scudetto ed i tonfi sempre con loro. Il capitombolo con il Milan, l’ultima cocente delusione ci aveva fatto pensare ad un progetto monco ed a una squadra da rifondare. Neanche tre giorni dopo, da Sassuolo in poi si sono invece rivisti sprazzi di vecchia Juve. Una differente gestione delle partite, più agonismo più cuore. Ma, nonostante questo, ci avviciniamo allo scontro fondamentale con un Bologna già salvo ancora dubbiosi.

L’incertezza quest’anno regna sovrana. Dopo 37 giornate di campionato non abbiamo ancora idea di quale sia l’undici titolare. Eppure in questo finale di stagione la squadra sembra aver ritrovato un’identità, nel secondo tempo di coppa abbiamo perfino rivisto quell’aggressione alta smarrita alla fine di gennaio. Ed allora a 4 giorni dalla fine di una delle stagioni più contraddittorie della storia bianconera il tifoso è disorientato e si pone tante domande. Kulusevski è l’oggetto misterioso visto per buona parte della stagione o quello di coppa che fa un gol ed un assist risultando decisivo? Rabiot è finalmente il giocatore di livello delle ultime giornate, unico francese della serie A convocato in nazionale, o quello intristito di metà stagione? Questi alcune fra le mille domande in una stagione dalle continue contraddizioni, dai verdetti già scritti, cancellati, rivisti e ancora modificati.

Da Gigi Buffon 43 anni, che quasi ti vien voglia di farlo giocare anche domenica, a Szczesny eroe di Super Coppa e poi autore di prestazioni grigie, inconsistenti. Arthur è quello diventato indispensabile fino all’infortunio con l’Atalanta, o quello apatico del clamoroso errore col Benevento? Mckennie è il giocatore che sa inserirsi e far gol visto nelle prime giornate, o quello inconsistente e pasticcione del finale di stagione? Demiral tornerà a livelli pre infortunio, o sarà quello deficitario del rigore col Porto? Morata è il bomber trascinatore dell’inizio di stagione o quello incapace di incidere del finale di campionato? In tutti i reparti, in tutti i settori questa stagione ci ha mostrato continue e direi quasi inspiegabili contraddizioni. La Juventus come detto è una società seria e che sa programmare, la vittoria della Coppa Italia, come lo sarebbe stata la sconfitta, non modificherà i piani della società.

La dirigenza ha avuto un anno di tempo per valutare sul campo, mister, giocatori, staff in generale. Siamo sicuri che verranno prese le decisioni opportune per tornare competitivi nel breve periodo. In un’annata deficitaria si portano comunque a casa 2 trofei, ed i giudizi sulla stagione diventano difficilissimi. Parentesi, se la Juventus avesse compiuto lo stesso percorso dell’Inter, fuori ai gironi di Champions, fuori in semifinale dalla Coppa Italia, come avremmo giudicato la stagione? Chi lo sa. Rimane un’ultima partita, per provare a dare a questa stagione un senso si transitorio ma di missione, intesa come obbiettivo minimo, compiuta. Poi ci sarà il mercato, la programmazione nella speranza che il futuro ci riservi certezze e non contraddizioni.