Verso Juventus-Verona: è tempo di turn over?

di Nevio Capella |

Superato lo scoglio del Wanda Metropolitano e dell’esordio stagionale in Champions League, la nuova Juventus di Sarri attraversa il primo dei tre mini tour de force da 7 partite in 21 giorni che accompagneranno il carrozzone calcistico europeo fino alle vacanze di Natale.
Lo farà con tre gare di campionato consecutive, compreso il primo dei 4 turni infrasettimanali, affrontando nell’ordine Verona, Brescia e Spal, avversari sicuramente non insormontabili e con due gare casalinghe su tre, motivo per cui potrebbe essere il momento giusto per le prime vere turnazioni di mister Sarri, che nelle prime quattro partite ufficiali si è affidato alla stessa cerchia ristretta di giocatori, operando appena un cambio nell’undici iniziale tra una partita e l’altra, eccezion fatta per la trasferta di Firenze.

Cosa possiamo aspettarci tra le possibili novità, a partire dalla gara interna con i veronesi?
Iniziando dai reparti arretrati, è molto probabile che in porta sia giunto il tempo per il primo dei sette gettoni programmati di Gigi Buffon che tra l’altro riabbraccerebbe la Juventus contro lo stesso avversario del giorno del suo (apparente) addio, mentre per il reparto difensivo se la scelta è sostanzialmente obbligata sui terzini vista la persistente indisponibilità di De Sciglio, nelle due posizioni centrali si potrebbe avere almeno una novità, con Demiral che, forte di un precampionato pieno di feedback positivi, potrebbe concedere un turno di riposo a uno tra Bonucci e De Ligt.
Sicuramente queste prime prestazioni molto incoraggianti che sembrano averci riconsegnato la versione di Alex Sandro che abbiamo ammirato nei primi due anni in bianconero, fanno riflettere sul fatto il brasiliano che sia titolare di cattedra a sinistra ma senza supplenti, inducendo inevitabilmente a ulteriori ragionamenti su una rosa che in certi ruoli è uscita incompleta dal mercato estivo.

Il centrocampo invece è stato il reparto che per ora ci ha regalato le maggiori sorprese in termini di scelte poco pronosticabili fatte dall’allenatore che ha insistito (con ampio suffragio di risultati) su Matuidi e Khedira come interni della linea a 3.
I primi 10 minuti ufficiali di Ramsey a Madrid lasciano ipotizzare che il gallese stia raggiungendo il pieno recupero dai fastidi patiti ad agosto, e sia quindi pronto a mettere la sua classe al servizio della squadra e di alcuni compagni in particolare (es. Higuain) che per primi potrebbero beneficiare del suo apporto.
Stesso discorso per Rabiot di cui Sarri ha però spesso ricordato la quasi totale inattività nel 2019, motivo per cui è facile che solo uno dei due possa trovare spazio nell’undici titolare di sabato e l’altro magari nelle sostituzioni a gara in corso.

Infine l’attacco, privato di Douglas Costa almeno fino alla prossima sosta.
Molte delle scelte potranno ruotare attorno alla condizione attuale di Bernardeschi e all’idea che l’allenatore sta maturando in merito alla sua definitiva collocazione in campo, all’eventuale necessità di Ronaldo di non esagerare con il minutaggio come accadde lo scorso anno nei primi mesi e soprattutto a Dybala che potrebbe dare il cambio al Pipita in quella posizione da riferimento centrale che secondo molti resterebbe la più congeniale alla Joya.

Tre partite per mettersi in mostra, provare a scalare posizioni nelle gerarchie e preparare al meglio l’impegno europeo con il Leverkusen e la supersfida del 6 Ottobre con l’Inter di Antonio Conte.