Juventus 10° per valore della rosa, la sfida di Sarri e Paratici

di Sandro Scarpa |

Il CIES, uno degli osservatori sul calcio professionistico più mediatizzato, ha pubblicato una classifica dei valori attuali delle rose dei principali campionati. Il dato rilevante, per la Juventus, è che nessun bianconero è tra i primi 30. Il primo è Dybala, 31°, valutato 91 milioni. Ecco la chart dei giocatori top:

Non ci interessa valutare l’affidabile del CIES (uno dei tanti “osservatori” accreditati da istituzioni e media, teoricamente privo di scopo di lucro, che magari ha finanziatori, metodi ed algoritmi di valutazione discutibili), né stabilire se Maddison “costi” più di Neymar o Oyarzabal più di Hazard. Fatta la tara sui metodi che includono prestazioni, età, tornei, etc., va detto che gran parte dei competitor “europei” ha un valore di rosa superiore e singole stelle più accreditate.

A parte l’incredibile Mbappé, davanti alla Juve -per il CIES- ci sono parecchi giocatori di Liverpool, Barcellona, City, club che sembrano -a guardare il valore- molto più accreditati in UCL. La Juve è lì in mezzo (“con altre 7-8” dice Sarri), con Real, PSG, Bayern. Perfino Tottenham, Dortmund, Atletico, Chelsea, hanno -per il CIES- singoli di valore superiore al più costoso dei nostri.

La situazione non è più dominante nemmeno in A (serie bistrattata dal CIES), ecco i primi 20:

Anche qui (algoritmi a parte) c’è la certificazione di un nuovo rivale di valore, almeno in alcuni titolari –Lautaro, Lukaku, Barella, Skriniar– che insidia la Juventus come mai accaduto negli ultimi anni. La Juve latita soprattutto in mezzo, con la sola “ipervalutazione” di Bentancur.

Se valutazioni e algoritmi del CIES paiono bislacche, ecco la chart di un osservatorio più affidabile e sensato, come Transfermarkt, punto di riferimento degli ultimi anni:

Eccoci lì, al centro del guado, troppo grandi per non avere ambizioni europee, troppo piccoli per poter considerare la Champions qualcosa più di un obiettivo difficilissimo. La Juventus sconta la valutazione della serie A -che visti i risultati di Inglesi e Spagnole ha un fondo di verità-, l’età avanzata della rosa (i top restano ancora Ronaldo e Chiellini) e la presenza di scommesse o incertezze -tecniche, tattiche, fisiche- come Rabiot, Ramsey, Bernardeschi, Emre Can, Douglas Costa.

Anche l’ipertrofia della rosa comporta -ovviamente- perdita di valore per chi è escluso da rotazioni (o da liste UCL). Il cambio tattico, che finora ha dato frutti in termini di risultato e in parte in termini di gioco, non ha ancora ri-valorizzato la rosa, tant’è che la Juve è tra le squadre che ha perso più valore:

Pare incredibile pensare che la rosa Juventus abbia perso valore più di quella Milan, Napoli o Samp, visto il recupero di Dybala, Higuain, Pjanic, Alex Sandro e l’exploit di Demiral o Bentancur. Eppure in una rosa da 24 molti non giocano, tutti invecchiano, alcuni non esplodono, altri sono stati acquistati ad una  valutazione elevata (de Ligt) e devono riadattarsi.

La sfida di Paratici e Sarri, la sfida del nuovo decennio Juventus, è quella duplice, da un lato di ringiovanire la rosa puntando solo ad acquisti top (e non scommesse o riempitivi), dall’altro  di valorizzare un nucleo di 16-18 giocatori iper-specializzati e capaci di entrare nel novero dei top o giù di lì.

In attesa di esaudire quel famoso mantra di Agnelli –compreremo il nuovo Ronaldo, giovane– che non è stato Haaland, né può esserlo Kulusevksi, ma che la Juve non smetterà di cercare.