Mandzukic centravanti alza la pressione alla Juve

di Jacopo Azzolini |

Mandzukic

Il derby del sabato sera di un settembre del 2017 non solo verrà ricordato come la prima vittoria netta in casa dal 2012 contro i granata, ma anche perché fornisce un precedente abbastanza importante per quanto riguarda l’ultima Juve di Allegri. Il titolarissimo Higuain, che mai aveva riposato nel corso di questa stagione (e fatto col contagocce in quella passata), si è accomodato in panchina. Anche alla luce di una condizione atletica carente e delle ultime opache partite.

Al suo posto, è stato – logicamente – proposto Mandzukic, l’unico vice Pipita presente in rosa. In questo modo, il croato ha trovato il contesto che più lo esalta, ossia il medesimo della stagione 2012-2013 (che probabilmente h rappresentato il picco più alto della carriera di Mario). Ossia, il ruolo di prima punta in un 4-2-3-1 con tanta fantasia nella trequarti, senza giocatori adattati.

Nelle ultime gare, è stato spesso lampante il pressing fiacco organizzato in avanti dai bianconeri, che ha palesato le difficoltà difensive di Dybala e Higuain. Ebbene, fin dal principio di Juve-Toro, si è subito notata la foga e l’intensità con cui il croato è andato ad aggredire e rincorrere il primo portatore di palla, costringendo più volte Sirigu al rinvio lungo.

 

 

Una pressione migliore in avanti consente di schiacciare maggiormente l’avversario. Ciò porta benefici soprattutto a Dybala, giocatore che si esalta in spazi stretti e che va invece più in difficoltà quando costretto risalire ampie porzioni di campo.

Oltre al generoso lavoro in fase di non possesso, Mandzukic ha dimostrato un’associatività che ha esaltato il rendimento dei compagni, dialogando e creando numerosi spazi per i giocatori dietro di lui. La prima ammonizione di Baselli, episodio chiave del match, è nata così, da una bella sponda dell’ex Bayern per Dybala, il quale ha approfittato della lentezza a rientrare del centrocampista granata.

 

 

Contro la Fiorentina, Higuain ha sofferto spesso le uscite di Astori. Mandzukic, invece, ha dimostrato l’ennesimo dominio fisico, come dimostra il primato di tackle e duelli aerei vinti. Anche contro un avversario ostico come N’Kolou, è sempre riuscito a mantenere il possesso, facendo risalire la squadra e liberando spazi per i compagni.

 

 

Insomma, oltre che dentro l’area – numerose occasioni create e intelligente velo nell’azione del gol di Pjanic – si è rivelata fonte preziosa anche lontano dall’area di rigore. Lo stesso Cuadrado necessitava di andare sul fondo con maggiore facilità.

 

 

La partita si è conclusa con la prestazione più convincente di questo inizio di stagione. Ma, soprattutto, si è finalmente vista una Juve che ha sfruttato a pieno le sue caratteristiche primarie, figlie anche della direzione delle ultime due sessioni estive di mercato.

Higuain è senza dubbio un giocatore di caratura superiore (oltre che un investimento monstre), e bisogna fare di tutto per recuperarlo al più presto. Ma il derby ci ha consegnato una verità oggi lampante: con Mandzukic in attacco, la Juventus è molto più efficiente. E risolve molte delle problematiche tattiche emerse nelle ultime gare.