Juventus, il thriller di fine anno è lo specchio della stagione

di Valerio Vitali |

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La stagione della Juventus, o perlomeno quest’ultimo stralcio, vive ormai una sequela di “seconde possibilità”. Un finale thriller che rispecchia in pieno quanto “ammirato” durante tutta questa travagliata annata. Un finale di stagione da “tutto o niente”, non adatto certamente ai deboli di cuore. Sembra quasi uno di quei copioni cinematografici dal bivio in cui la linea sottile che ci dividerà dall’esaltazione alla follia sarà davvero labile. Esaltazione e gioia o disperazione e rifondazione. Un destino legato a doppio filo inevitabilmente dall’Atalanta. Una delle squadre più in forma in questa coda della Serie A che si preannuncia al cardiopalma nella zona per la qualificazione alla prossima Champions (ammesso e non concesso che Ceferin e la UEFA ci permettano di partecipare).

In questi 7 giorni che ci separano dalla mannaia dei giudizi sportivi che inevitabilmente condizioneranno opinioni contrastanti sia all’interno che all’esterno della società Juventus, tutti i possibili discorsi vertono su cio’ che potrà fare il Milan a Bergamo, dando per assodato che i bianconeri riusciranno agevolmente a portarsi a casa i 3 punti da Bologna. Occhio pero’ a pensarla così. Se infatti riavvolgiamo il nastro del nostro campionato non si possono non menzionare quei due appuntamenti con il Benevento o le trasferte di Firenze, Udine, Crotone, Verona, dove siamo stati indecenti sia sotto il profilo del risultato che sotto quello della prestazione nei 90 minuti.

Occhio inoltre a viaggiare con la mente già a domenica prossima, vista l’importanza della gara di mercoledì sera. La finale di Coppa Italia in programma contro l’Atalanta infatti puo’ generare rinnovato entusiasmo oppure alimentare spettri e fantasmi di cui la Juventus puo’ pagare dazio anche a Bologna. La “mission” centrale di quest’ultima settimana thriller che attende l’ambiente bianconero deve essere una: profilo basso. Zero entusiasmo e zero esaltazione, sebbene il risultato di ieri sera in Milan – Cagliari abbia dato motivazione seria per farlo. Di certo all’interno di tutti i ragionamenti e le speranze non possiamo trascurare il fatto che la squadra di Gasperini farà di tutto per onorare la propria lealtà sportiva, sia mercoledì sera (dove loro hanno la possibilità di alzare il loro primo trofeo in questo straordinario ciclo) sia domenica contro il Milan, nonostante una qualificazione Champions (la loro) già certificata dalla vittoria di sabato a Genova.

Una domanda alla quale mi sottopongo da ieri sera e che mi attanaglia è proprio questa: “La Juventus se l’è cercato questo finale di stagione in versione thriller? E’ questo cio’ che ci meritiamo per quanto non fatto durante gran parte di questa Serie A?”. La risposta, inevitabilmente, è “sì”. La Juventus ha vivacchiato di “seconde chance”, toppando malamente uscite come quella contro i rossoneri qualche giorno fa (sciupando anche il vantaggio negli scontri diretti) e aspettando sempre quello shock emotivo per riprendersi, come se questo gruppo non avesse più al proprio interno quell’adrenalina e quella linfa vitale che tengono in vita le squadre di calcio. Il che sarebbe anche umanamente e sportivamente comprensibile dopo 9 anni di scudetti e di dominio, meno se pensiamo all’orgoglio e alla dignità che invece ci devono sempre contraddistinguere.

A quest’ora, tra una settimana esatta, si tireranno le somme: giocatori, allenatore, persino dirigenza sotto esame. Sarà tempo di processi più o meno sanguinosi dove tutto dipenderà solo ed esclusivamente dall’andamento più o meno positivo di questa settimana. Ma non è certo oggi quel giorno, non è ancora arrivato. Ora è tempo di “volare bassi” e regalare a Gigi (e forse anche Chiellini) la sua ultima finale, il suo ultimo trofeo bianconero. Ora è tempo di vivere questi frenetici 7 giorni nella stessa identica maniera con cui nei primi 9 anni tricolore abbiamo affrontato ogni singolo avversario, con la cattiveria agonistica, senza troppi e pindarici proclami. Siamo al Juve, ricordiamocelo almeno in quest’ultima settimana. Torniamo ad esserlo davvero.