Juventus – Sporting: focus su William Carvalho

di Alex Campanelli |

carvalho

Peccheremo di scarsa originalità nell’indicare William Carvalho come l’uomo più interessante da tenere d’occhio, da osservare ma anche da temere; accostato a più riprese alla Juventus e più in generale a qualsiasi club europeo di livello alla ricerca di un centrocampista difensivo, il capitano dello Sporting in estate è stato davvero vicino a vestire la maglia claret&blue del West Ham, trattativa vera saltata solamente nell’ultimo giorno di mercato. Ora la Juve se lo troverà davanti in Champions League; andiamo a conoscerlo meglio.

Classe 1992, portoghese di adozione nato a Luanda, capitale dell’Angola, Carvalho ha praticamente sempre vestito la maglia biancoverde dei leoni, fatta eccezione per due annate in prestito nel Fatima (seconda divisione portoghese) e nel Cercle Brugge (ai tempi nel massimo campionato belga). Affermatosi stabilmente tra i titolari sin dal suo rientro alla base, stagione 2013/14, il centrocampista è progressivamente diventato una delle colonne della nazionale portoghese, con la quale ha vinto da protagonista l’Europeo dello scorso anno in Francia. Nel 4-4-2 coi finti esterni di Fernando Santos Carvalho riveste il ruolo di mediano davanti alla difesa, così come è abituato a fare nello Sporting sotto la guida di Jorge Jesus (ma anche in passato con Marco Silva e Jardim), in caso di emergenza è stato schierato anche da centrale difensivo.

Caratteristica principe e più evidente di Carvalho sono le straripanti doti fisiche: il suo metro e 87 per 83 kg, uniti al suo grande impatto in mezzo al campo, ne fanno uno dei centrocampisti di rottura più incisivi e noti del panorama internazionale. Basta sciorinare qualche cifra per farsi un’idea del suo gioco: William è il secondo giocatore dello Sporting con la valutazione Whoscored più elevata, dietro all’ex Samp Bruno Fernandes, pur non primeggiando per tackle e intercetti è fondamentale nelle respinte difensive (2,4 a partita, il migliore esclusi i difensori) e nelle conclusioni schermate (0,4 a gara, migliore dello Sporting), unite a un buon impatto nel gioco aereo (1,8 duelli vinti a partita, dietro solo al torreggiante Dost e al compagno di reparto Battaglia). La statistica che rende più l’idea dell’impatto di Carvalho è però quella relativa ai falli fatti, con 3,2 a partita primatista assoluto dello Sporting e quarto nel campionato portoghese, il tutto abbinato a fronte di un misero cartellino giallo in 5 gare di campionato. Lo scorso anno i cartellini sono stati ben 9, il campione è ancora troppo ridotto per evidenziare una sua eventuale maturazione nella distrubuzione dei falli all’interno della gara.

L’irruenza con cui un poco più che ventenne Carvalho asfalta due calciatori in un colpo solo è resa ancor più evidente dalla musichetta in sottofondo

Fin qui tutto nella norma, niente che un osservatore superficiale non possa aver colto guardando un paio di partite dello Sporting o semplicemente informandosi in giro; il segreto di Pulcinella di William carvalho riguarda la fase di gestione della palla. Quello che viene sommariamente definito come “un mediano di rottura” è in realtà il giocatore con la miglior percentuale di passaggi riusciti di tutto lo Sporting, e stabilmente nella Top 10 della Liga portoghese da almeno 10 anni, nonché di gran lunga il calciatore con più appoggi a partita effettuati in squadra (73,4 a partita, quasi 20 passaggi davanti al secondo classificato Mathieu) e secondo assoluto in tutta la Liga. Carvalho è quindi il fulcro della truppa di Jesus, tanto nella fase di rottura quanto in quella d’impostazione. Non pensate però al classico medianaccio che si limita a smistar palla a pochi metri da sé: sono quasi 7 i lanci lunghi a partita effettuati da Carvalho, che non è un regista puro ma che nei cambi di gioco e nel servire gli esterni ha davvero pochi eguali.

Un buon riassunto delle caratteristiche che abbiamo appena illustrato e di quelle che andremo a illustrare

Giostrando perlopiù nelle retrovie, Carvalho è giocoforza poco coinvolto nella fase conclusiva dell’azione, risultando pericoloso nell’area avversaria soprattutto sugli sviluppi delle palle inattive vista la sua stazza; sono appena 8 le reti realizzate in 112 presenze con lo Sporting, mentre con la nazionale lusitana ha recentemente segnato il suo secondo gol, contro le non irresistibili Far Oer. Degna di nota la statistica legata ai dribbling: 2 a partita sono un numero elevato per chi gioca in una posizione così delicata, anche se si tratta spesso di giocate atte a far uscire la palla dalle retrovie piuttosto che a creare superiorità numerica, come nel video di cui sopra.