Juve a -4 a 31 giornate dalla fine: halma!

di Valerio Vitali |

In una Serie A dove sembra esserci una vera e propria corsa all’errore, la Juventus puo’ ancora dominare. E’ questo il punto cardine del discorso che tende a vedere il bicchiere “mezzo pieno”. Ai nastri di partenza infatti, in molti si sono affrettati ad additare l’Inter come principale competitor (se non addirittura ‘prima inter pares’) per questo campionato e oggi, vedendo l’andamento dei nerazzurri, si capisce bene come non solo i bianconeri stiano soffrendo più del dovuto.

Cio’ a cui la Juve ci ha abituati in quest’ultimo decennio o quasi è che a Torino si faccia corsa a sé. Questo diktat in Serie A pero’ non è più così dogmatico, anche se disponi di Cristiano Ronaldo. Le avversarie si sono rinforzate, hanno speso e hanno investito. Solamente la Juventus, nel passaggio drammatico da una stagione all’altra ha cambiato guida tecnica. Un’anomalia a livello non solo nazionale, ma internazionale.

Il cambio da Sarri a Pirlo è stato necessario per ritrovare quel “rinnovato entusiasmo” smarritosi, sfilacciatosi negli ultimi mesi. Ricreare un tutt’uno tra giocatori e staff tecnico e tra tifosi e squadra era il “must” principale dettato dall’alto da Andrea Agnelli. Un icipit questo, per comprendere al meglio lo scenario iniziale che non puo’ non proseguire e dirsi terminato a 31 giornate di Serie A dalla fine. Il -4 dalla vetta, rappresentato dal Milan deve infondere speranza e annullare ogni timore in quanto le qualità della rosa e le solide basi sulle quali poggia la Juventus (intesa come struttura societaria e gruppo dirigenziale) sono solide. I 9 anni antecedenti lo testimoniano.

Certo, guardare con positività a cio’ che verrà pare oggi una chimera. Analizzando nel dettaglio pero’ cio’ che non è andato si puo’ scrutare con cauto ottimismo al futuro prossimo. Tra gol annullati di 2 centimetri, direzioni arbitrali quanto mai dubbie e gol all’ultimo secondo, gli episodi non sono girati dalla nostra ma si sa, questa è una ruota che gira. La ricerca del dettaglio e di quella cattiveria narrata da Pirlo nel post partita con la Lazio che rispecchia la genetica di una Juventus che anche in situazioni di estrema difficoltà (vedasi stagione 2017-18 e 2019-20) ha permesso di non mollare mai la presa.

Un aspetto questo che in gran parte si è visto proprio con i biancocelesti. Rispetto alle gare con Crotone e Verona per intenderci, non si era visto. Una squadra sfilacciata, scollegata, lontana tra i reparti la Juventus di inizio stagione 2020-21. La troppa facilità nel farsi perforare dagli avversari sia per vie centrali che per le corsie esterne hanno fatto scattare l’allarme, come evidenziato nelle dichiarazioni post Ferencvaros dallo stesso mister. Con il passare delle partite si vede un’amalgama migliore tra i reparti e di certo, ritrovare de Ligt e Alex Sandro sarà un ‘quid’ di non poca valenza.

Rispetto alla concorrenza, la Juventus è l’unica chiamata alla ricostruzione tattica e per questo si chiede maggior tempo. Le qualità della rosa, implementate dal buon lavoro di Paratici nell’ultima sessione di calciomercato, ci sono tutte. L’abilità della dirigenza (e della proprietà) nel proteggere e difendere da attacchi esterni e interni, anche. Serve solo non perdere la ‘halma’.