Juventus-Olympiacos 2-0: ci mancavi, Gonzalo, bentornato!

di Fabio Giambò |

Non si capisce quale possa essere quel mister nascosto fra le stesse secondo il quale la Juventus in Europa perde un po’ di quello smalto luccicante che le permette di dominare in Italia da ormai più di sei anni, ed anche stasera la Vecchia Signora ha sofferto nel match contro l’Olympiacos: stavolta, però, la squadra bianconera è stata brava a non scoraggiarsi particolarmente, e a portare a casa i tre punti grazie alle prodezze dei singoli. Stasera ad essere decisivo, per assurdo a sorpresa considerando che ha cominciato la partita dalla panchina, è stato Gonzalo Higuain: dentro ad inizio ripresa, si vede subito la brillantezza del Pipita che segna la rete dell’1-0 e costruisce anche il raddoppio.

Prima mezz’ora tutt’altro che entusiasmante, ritmo basso, complice anche una condizione fisica evidentemente non entusiasmante, come dimostrato dall’infortunio di Pjanic e da Cuadrado in dubbio sino all’ultimo. Qualche buona occasione nella fase finale, ma anche qualche contropiede a campo aperto concesso ai greci. Nella ripresa la Vecchia Signora torna dentro con più convinzione, non è lucidissima dal punto di vista tecnico negli ultimi trenta metri, ma Douglas Costa dà sempre l’impressione di poter creare qualcosa da un momento all’altro: proprio da una sua giocata nasce l’azione più pericolosa con il palo a salvare la retroguardia greca dopo un tocco di un difensore. L’episodio che rompe gli equilibri, o meglio, l’oggetto che sposta gli equilibri (lui si, evidentemente, almeno stasera) viene dalla panchina: fuori Cuadrado, dentro Gonzalo Higuain. Ne beneficia tutta la squadra, evidentemente, il gioco diventa più fluido, e proprio da un’azione corale apprezzabilissima arriva il gol del vantaggio: Mandzukic apre un corridoio a sinistra per Alex Sandro, il brasiliano sfonda in area, tocco rasoterra per il Pipita che si fa ribattere la prima conclusione, ma scaraventa di rabbia senza pietà. Ed è ancora lui, venuto a prendersi palla sulla trequarti, ad orchestrare l’azione che chiude la contesa: palla in profondità per un insolitamente discontinuo Dybala, il tocco della Joya supera il portiere avversario, ma viene respinto sulla linea, ad attaccare la palla è ancora Mandzukic che di prepotenza e non si sa con che parte del corpo la spinge dentro facendo partire i titoli di coda.

Una vittoria in Champions che mancava da due partite, dopo Cardiff e Barcellona, e che dunque rilancia le ambizioni degli uomini di Allegri che adesso dovranno rituffarsi con attenzione sulla Serie A dove ad attendere la Vecchia Signora ci sarà la vivacissima Atalanta di Gian Piero Gasperini.