Juventus-Milan 2-1: una lezione da imparare in fretta

di Fabio Giambò |

dybala

Doveva essere la prova del nove in vista dell’andata dei quarti di Champions League contro l’Ajax, e così è stato, questa partita col Milan lancia alla Juventus un segnale chiarissimo: cara Vecchia Signora, sei forte, lo sei come lo sei stata poche altre volte nella tua gloriosa storia, ma per mostrarlo, al netto delle assenze, devi dare sempre il 101%, e soprattutto ti devi presentare col tuo abito migliore quando l’asticella si alza anche solo minimamente, perché schierarti sul terreno di gioco con un modulo che non si capisce bene qual è sino a metà gara è un rischio che non puoi permetterti. Puoi permetterti il ritmo basso, puoi permetterti le disattenzioni alla Rugani o alla Bonucci, ma tecnicamente devi poi essere infallibile.

Mercoledì sarà un’altra storia ancora, questo Milan comunque neanche ci assomiglia a quell’Ajax che ci si ritroverà sul cammino fra qualche giorno, ma mentalmente e caratterialmente era importante reagire. Era importante capire a che livello fossero alcuni dei possibili protagonisti: Dybala è ancora in ritardo, ma è Dybala, e sa come inventare calcio, soprattutto quando gli si dà un po’ più di libertà. Pjanic matura attimo dopo attimo nella gestione dei momenti, della palla, della squadra, degli spazi. E poi quel piccolo impertinente che si permette il vizio di sfidare chi gli ulula contro: lo critichiamo anche per questo? No problem, calma e si va avanti, parte in panchina, entra e firma la vittoria. Si, è Moise Kean l’imputato. Voliamo basso, ma i sogni lasciamoli andare in quota. Così come gli incubi li lasciamo agli altri: VAR, non VAR, Rubentus, bla bla bla, chiacchiericcio inutile, non facciamo il giochino di chi riesce a sputare più lontano, riusciremmo a vincere a mani basse anche qui. Fidatevi.

Una quota che adesso va conquistata a livello globale: detto tutto quello che va tenuto a mente prossimamente, mettiamo in ghiaccio una bottiglia di prosecco per domani che non si sa mai, ma che sia una. Poi a letto presto che comunque c’è un esame importante da superare, stavolta la prova di laurea non si può più fallire.