La nuova filosofia che guiderà le future scelte di mercato della Juventus

di Giordano Straffellini |

E’ un periodo all’insegna dell’immobilismo apparente. Nessun colpo di mercato ne in entrata ne in uscita. La Juventus sembra all’apparenza in una fase di stasi. Ma è proprio così? Prima dell’addio di Paratici il diktat sembrava chiaro: fare 100 ml di plusvalenze per risistemare il bilancio. Al momento invece sembra che l’operazioni di plusvalenza si siano bloccate. Vediamo allora per punti quali strategie ha intenzione di adottare la Juventus nell’immediato futuro.

Niente plusvalenze ma aumento di capitale.

La Juventus da qui a fine giugno non andrà alla disperata ricerca di plusvalenze come l’anno scorso. Esempio lampante fu lo scambio Pjanic Arthur, dettato esclusivamente da esigenze di bilancio. In quel caso il piano tecnico tattico passò quasi in secondo piano. Al momento la società sembra voler accettare l’eventuale passivo, che verrà ripianato verso ottobre con un aumento di capitale che oscillerà fra i 300 e i 350 milioni di euro.

Tutti in vendita ma non in svendita.

L’operazione in uscita Douglas Costa dovrebbe essere l’ultimo caso in cui la società ha facilitato l’uscita di un giocatore accollandosi parte dell’ingaggio. Basta uscite onerose. I giocatori che fanno parte della rosa, salvo rare eccezioni, vengono considerati disponibili per la prossima stagione. I vari Perin, Rugani, Desciglio, Pellegrini usciranno solo a fronte di proposte concrete. In caso contrario verranno considerati come elementi utili per completare la rosa. Caso emblematico Demiral, il turco uscirà solo se verrà soddisfatta la richiesta economica della Juventus circa 40 ml di euro. In caso contrario il centrale si aggregherà alla rosa di mister Allegri.

In attesa del 2022

Il ragionamento sulle uscite è dato anche dal fatto che nel 2022 vanno in scadenza parecchi giocatori.  Bernardeschi, Dybala, Morata, Ronaldo, Desciglio, hanno il contratto in scadenza l’anno prossimo. Per ognuno di loro si valuterà la strategia migliore. Quello che è certo è che alla fine del prossimo anno si libereranno a bilancio circa 150 ml di euro fra ingaggi e ammortamenti di questi giocatori. Una delle ipotesi quindi è quella di far passare questo anno di transizione senza svenarsi per poi investire oculatamente il tesoretto generato dalla chiusura di questi contratti.

Acquisti di giovani ad ingaggi ridotti.

L’opera di ringiovanimento della rosa è iniziata l’anno scorso. Via Pjanic, Higuain, Khedira, Matuidi per ingaggi pari a 25 ml di euro, dentro Chiesa, Kulusewski, Mckennie, Morata, Arthur con riduzione dell’età media e dell’ingaggio. Per lo stesso Locatelli si parla di una proposta di ingaggio fra i 3 e i 4 milioni di euro.

Ingaggi con parte variabile più elevata.

L’obbiettivo della società è quello di ridurre la parte fissa dell’ingaggio in maniera sensibile. Questo sia per ragioni di bilancio, sia per poter eventualmente cedere agevolmente giocatori che si rivelassero inadatti al progetto bianconero. Per troppo tempo il mercato in uscita della Juventus è stato bloccato dagli elevati ingaggi percepiti dai giocatori in rosa. Modulando l’ingaggio con una robusta parte di bonus legata ai risultati ottenuti si eviterà in futuro di avere giocatori mediocri incedibili per gli ingaggi insostenibili da gran parte delle squadre in Europa.

Ritorno ad una programmazione tecnica.

Le operazioni sugli ingaggi dovrebbero contribuire a ritornare ad un mercato fatto per ragioni tecniche e non di bilancio. L’idea è quella di tornare a fare un mercato funzionale al progetto tecnico. Basta acquisti e cessioni finalizzati alla sistemazione del bilancio.

In conclusione non ci sono grandi novità per quanto riguarda gli acquisti o le cessioni. La vera notizia è che la Juventus ha iniziato un nuovo corso ed ha le idee chiare sulla metodologia con il quale affrontare la prossima sessione di mercato.


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