Juventus-Lazio 1-3: davvero è tutta qui?

di Fabio Giambò |

Il primo è andato, e non come ci si aspettava: è della Lazio la Supercoppa Italiana, trofeo che arricchisce la bacheca biancoceleste, quella bianconera stavolta resta ferma alla scorsa stagione. Una seconda lezione in pochi giorni quella che Inzaghi dà a Sarri, nelle scelte iniziali, nella gestione della partita, nelle sostituzioni. Poco da dire.

I singoli spesso e volentieri la portano a casa, ma se solo uno di questi non gira come dovrebbe, allora si creano problemi se si affrontano squadre che sanno come muoversi, come interfacciarsi alle difficoltà. Se poi si perde tempo a protestare per le rimesse laterali, o cosse anche più banali, e andare a casaccio dalla panchina con scelte random, la frittata è fatta ma anche bruciata. Non si vince così, non si arriva a maggio così. Nessun funerale, non è il caso, e questa sosta cade a pennello: bisogna capire cos’è questa Juve, e farla girare per quel che merita. Per quel che può e deve fare.

I processi non hanno senso, non oggi. Non ancora. Certo, c’è chi li meriterebbe se compri De Sciglio, se fai giocare De Sciglio, perché non è mica colpa di De Sciglio essere un calciatore della Juve, ed esssere titolare nella Juve. E De Sciglio è un semplice esempio, non un obiettivo da prendere a colpi di freccette.

Interventi nel calciomercato invernale? Non scherziamo, o meglio, non è questo il punto: torniamo al punto di partenza, il pesce comincia a far puzza sempre dalla testa, ma c’è tempo ancora per farle riprendere profumo. Facciamo che la Juve torni ad essere tale.