Juventus-KTeam 3-3 – Work in Progress

di Leonardo Dorini |

Terza amichevole del Jeep Tour per la Juventus: si gioca a Seul contro il K-Team, una selezione di giocatori del campionato coreano. Lo stadio è gremito e i 66 mila spettatori hanno aspettato in ordine che la Juve arrivasse alla stadio, con ritardo di un’ora, pare a causa traffico.

Formazione con inserto di due U23, Beruatto e Muratore, nel 4-3-3 di Sarri; De Ligt e Rugani sono la coppia centrale, Cancelo a destra e Beruatto a sinistra, Pjanic davanti alla difesa, Emre Can e Muratore mezz’ali e tridente con Higuain in mezzo all’area, Mandzukic a sinistra e Bernardeschi a destra.

La selezione coreana è ovviamente povera di schemi ma con individualità di buona tecnica: al 7’ Higuain perde un pallone nel cerchio di centrocampo e Osmar si invola, facendo partire un missile dai 35 metri: Juve sotto di un gol, ma si recupera subito con una bellissima trama Pjanic, Mandzukic, Higuain che serve Muratore: il ragazzo non sbaglia, 1-1.

La Juve ha buone trame nella parte centrale del campo e spesso mette 4 o 5 giocatori a ridosso dell’area in pressing, nella famosa “difesa alta” propugnata da Maurizio Sarri. Al 42’ si vede un buono schema su punizione (Bernardeschi, Mandzukic, Rugani), ma la produzione offensiva è povera.

Al fine primo tempo Cesinha si fa trovare fra i due centrali della Juve (Del Ligt in ritardo) e supera Pinsoglio (subentrato a Szczesny).

Nel secondo tempo, Sarri manda in campo gli stessi 11, ma si spegne la luce. Al 48’ Taggart porta la selezione coreana sul 3-1 con un’azione insistita in area, ma è il nostro centrocampo a non funzionare più: Pjanic è affaticato, Can gira a vuoto, ci sono poche idee.

Sarri rivoluziona la squadra facendo entrare Buffon, Bonucci, Rabiot e Matuidi, e l’asse Bonucci-Rabiot ridà un po’ di idee ai bianconeri; con i successivi innesti di Pereira e Mavididi la Juve ricomincia a giocare e a divertirsi e produce parecchio, almeno 4 o 5 occasioni, oltre ai due gol che pareggiano la partita: Matuidi (di schiena) al 77’ (assist di Bernardeschi) e azione personale di Pereira all’81’.

Una partita-esibizione orfana di un pur acclamatissimo CR7, con pochi elementi nuovi e qualche preoccupazione di troppo: c’è molto da lavorare ancora e chissà cosa avrà scritto Mr. Sarri nei numerosi appunti presi durante il match.


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