Juventus-Inter 2-0: se fosse questo l’ultimo atto…

di Fabio Giambò |

A casa loro a porte chiuse, col pallone da rugby, con la pallina da golf, a calcetto, anche a tennis se lo chiedono. Adesso sospendetelo pure questo campionato, c’è altro di più serio a cui pensare, ma lasciateci parlare di calcio per qualche minuto ancora, fateci distrarre così, a maggior ragione se è una distrazione lunga quanto i secondi quarantacinque minuti di stasera. Dalle poche voci dell’Allianz Stadium ce n’erano un paio che ci hanno raccontato dell’Inter che ha fatto la partita, chi vi scrive ha visto una squadra a tinte nerazzurre che ha chiamato in causa Szczesny una sola volta, fra l’altro con un tiro poco più che da ordinaria amministrazione. Quando c’è da criticare, si critica, quando c’è da dare a Cesare quel che è di Cesare, diamolo: quella di stasera è la vittoria di Maurizio Sarri contro Antonio Conte.

Una formazione a sorpresa con Pjanic e Dybala fuori, la carta Joya calata al momento giusto sul tavolo da gioco, una capacità di difendersi con ordine senza mai andare in difficoltà contro lo spauracchio Lukaku, e una capacità di offendere che sembrava stasera evidente come non mai. Forse è un moto d’orgoglio nel silenzio dell’Allianz Stadium, un modo di voler mettere il punto esclamativo prima di una probabile pausa forzata non si sa sino a quando, però, come all’andata, la Juve di stasera merita solamente applausi. Non è neanche casuale che l’abbia sbloccata Ramsey, il gallese riesce a dare una velocità nel giro-palla che ad oggi sembra che nessuno sia mai stato capace di dare a questa squadra giocando da interno di centrocampo, così come Bentancur in quella posizione sembra davvero l’uomo ovunque: ordinato in costruzione, tappabuchi in interdizione.

Funzionano bene anche i movimenti offensivi, dove forse stonano l’eccessiva voglia di fare di Douglas Costa che finisce per esagerare e meritarsi la sostituzione, e una tendenza ad accentrarsi nella manovra che a tratti è sembrata forzata. Non può mancare la solita nota stonata che fa rima con infermeria: stavolta tocca ad Alex Sandro, sperando non sia nulla di particolarmente grave perché De Sciglio ci ha messo venti secondi per mostrare le qualità che è capace di mettere in campo. Adesso attendere, prego. Forse.