Juventus, sarà una stagione da gobbi, non da semplici juventini

di Valerio Vitali |

Juventus – Barcellona 0-2 visto ieri puo’ sembrare a molti un punto di non ritorno. Nelle sole 6 uscite stagionali della squadra di Andrea Pirlo pare già finito secondo alcuni quel “rinnovato entusiasmo” di cui il primo artefice è stato lo stesso presidente Andrea Agnelli. Per quest’ultimo, che ha spinto in prima istanza nella scelta del nuovo allenatore come fu per Antonio Conte, Pirlo rappresenta sul campo la sua espressione di Juventus a 360°, non solo nella figura di tecnico ma come ‘phisique du role’ totalizzante nel mondo bianconero.

Pirlo dunque come percorso, viatico iniziato, appena intrapreso e che difficilmente verrà abbandonato nel breve-medio termine. E’ vero, la Juventus vista contro il Barcellona non puo’ essere quella tanto desiderata e attesa nelle pochissime settimane di stacco tra una stagione e l’altra. Una stagione anomala questa, partita con le uniche difficoltà di un nuovo staff e un nuovo allenatore (tutti i club in Serie A e anche top club europei tranne proprio il Barça hanno visto inalterate le loro panchine) e con la complessità di un ambiente che chiede il rinnovamento ma solo a parole.

Nella Juventus vista ieri nel primo tempo si sono visti comunque buoni spunti. Ad esempio il pressing e una buona quantità di palloni recuperati. Una spinta sulla catena di destra con Cuardado sempre ottimale e un Morata trascinatore, lasciato andar via come ragazzo e tornato uomo. Oltre i 3 gol annullati dal VAR per questione di centimetri (messi insieme quelli di Alvaro non arrivano a 10 cm oltre la linea) e un’autorete che ha determinato la sconfitta fino al minuto 90. Non si tratta di giustificazioni ma di realtà dei fatti. Una Juventus che ha portato al tiro diversi giocatori che pero’ la porta non l’hanno beccata praticamente mai.

Tutto cio’ in un primo tempo da 6 in pagella, che pero’ fa da contraltare al 4 complessivo della ripresa. Strano ma vero perché nelle prime partite la Juventus è sembrata giocarsela come un diesel, lenta prima e forte poi. Un diesel che alla lunga porterà dei frutti, anche se ora si tende a vedere tutto nero. Tempo al tempo e una sosta, quella prossima, benedetta da tutto l’ambiente, che potrà venire in aiuto a Pirlo che come Allegri e Sarri dovrà fare i conti con quel suffisso anglofono “out” che accompagna praticamente ogni tecnico bianconero. Sarà una stagione da gobbi, non da juventini semplici. Ma è una piccola sofferenza che ci ha chiesto indirettamente il presidente Agnelli in vista di un futuro radioso, dove il bianco si aggregherà al nero cupo di oggi.