Juventus-Genoa 2-1: prima o poi morirete pazzi

di Fabio Giambò |

In serate del genere, a prescindere dal risultato, si dovrebbe andare a dormire con un pizzico di amaro in bocca, ma poi succedono così tante cose strane in questo mondo chiamato calcio che si finisce per ringraziare Dio, o chi per lui, di averci fatto juventini e non di qualunque altra fede calcistica. Cose strane che poi tanto strane non sono considerando che succedono con cadenza regolare quando gioca la Juve, quando vince la Juve, quando gli altri non vincono: fai un giro su Twitter, perché oggi il giro si fa sui social, non al bar dello sport, e vedi gente che si lamenta di gomitate in faccia che diventano regolari per virtù dello Spirito Santo, di strattonate sulla trequarti che non sarebbero da ammonizione, isterismi vari che diventano barzellette quando realizzate da allenatori e presidenti incapaci di analizzare i propri errori. Meglio così, sempre meglio così: gli altri si chiacchiera, di qua, in un modo o in un altro, si pensa a vincere.

Una partita, questa col Genoa, che comunque, a conti fatti, ai punti avrebbero meritato Ronaldo e soci di portare a casa: CR7 sbaglia tutto quello che c’è da sbagliare, ma quando il Re si ricorda di essere tale, gli bastano un paio di giocate per ristabilire gli ordini. L’amaro in bocca di cui in partenza perché ci sono problemi che si ripresentano puntuali, sui quali sicuramente si sta lavorando, ma che non si capisce come risolvere. O forse si. Uno su tutti: spingiamo quasi esclusivamente centralmente, ma vedremo cosa accadrà quando cambieranno certe pedine in mezzo. O quando si sposterà il baricentro sui fianchi, lì dove dovrebbe trovare terreno fertile Douglas Costa. Su Rabiot ci si ritornerà in futuro, oggi forse fregato dalla voglia di strafare. Ma…

Due paroline su Paulo Dybala: i panni del leader ancora non riesce a rivestirli, ma stasera è piaciuto parecchio per voglia di fare, per presenza fisica e mentale, per capacità di incidere almeno sulla paura della difesa avversaria. E il mister? Siamo ancora un cantiere aperto, un cantiere che si deve capire presto cosa partorirà: una casetta di campagna poco lussuriosa o una grandiosa villa piena di tecnologia d’ultima generazione? Stay tuned.