Verso Juve-Fiorentina: la ricetta della halma e il livido 4231 viola

di Jacopo Azzolini |

Quella passata è stata una stagione a dir poco particolare per la Fiorentina. Dopo dodici anni di gestione Della Valle con annate spesso molto simili tra loro – quando non addirittura quasi identiche -, sembrava finalmente che la Viola potesse raggiungere il salto di qualità. Al termine del girone d’andata, la Fiorentina di Paulo Sousa era ad appena 4 punti dalla capolista Napoli, dopo aver praticato un calcio tra i più entusiasmanti delle ultime annate di Serie A.

Tuttavia, il girone di ritorno si è poi rivelato terribile per la compagine toscana, che ha finito addirittura al quinto posto. Diversi numeri esprimono a pieno il netto calo fiorentino: 38 punti nel girone d’andata (media di 2 punti a partita), appena 26 nel girone di ritorno (1.3 punti); 37 gol realizzati nel girone d’andata (secondo attacco del campionato), solo 23 nel girone di ritorno; Kalinic, il proprio centravanti, ha segnato 10 volte nelle prime 17 gare, andando però in rete in appena altre 2 circostanze per tutto il resto del campionato. Insomma, un crollo piuttosto drastico che porta a diverse riflessioni sulle cause, al netto di una qualità globale non certo scintillante.

Elencare tutte queste considerazioni relative alla passata stagione può apparire poco rilevante, ma invece non lo è per nulla visto che la Fiorentina 2016-2017 è sostanzialmente la stessa dell’anno precedente. Infatti, una situazione finanziaria tutt’altro che floridissima non ha permesso di spendere cifre onerose sul mercato, pertanto sono arrivati profili decisamente low cost, come per esempio Carlos Sanchez e De Maio.

 

IL LORO PRE-CAMPIONATO: Se già c’erano perplessità per il livello della rosa, le amichevoli pre-campionato non hanno fatto altro che alimentare numerosi preoccupazioni tra i tifosi viola. Queste gare sono state praticamente solo sconfitte, sia contro avversari di livello internazionale (come Valencia, Celta Vigo e Bayer Leverkusen) che contro rivali di Serie B ( Cesena). 11 gol subiti e 3 segnati. Rispetto al 3-4-2-1  della passata stagione (anche se in fase di non possesso la difesa era spesso a 4), Sousa ha alternato la vecchia disposizione tattica con il 4-2-3-1: Tomovic e Alonso terzini, con Ilicic, Bernardeschi e Mati Fernandez/Borja dietro l’unica punta Kalinic. Il recente ritorno di Tello (sempre in prestito) può convincere il tecnico portoghese ad adottare stabilmente il 4-2-3-1.

 

PRECEDENTI E SPUNTI TATTICI:  Le partite della passata stagione hanno offerto riflessioni tattiche importanti. Il successo della Juventus nella gara d’andata è forse stato uno dei match più importanti dello scudetto, una netta prova di forza contro un avversario che pareva in forma stratosferica. La gara del 13 dicembre vide il consolidamento del 3-5-2 di Allegri, con la Juventus che fu forse la prima squadra a mettere palesemente in mostra i limiti della formazione toscana, rendendo il loro palleggio completamente sterile ed inoffensivo. Fa riflettere che per quanto la Fiorentina sia stata la seconda squadra in tutto il campionato nel possesso palla, i viola sono finiti in decima posizione per quanto riguarda i tiri dentro l’area di rigore. Di contro, sono addirittura primi nelle conclusioni dalla distanza: evidente come la Fiorentina fatichi a creare occasioni da rete in situazioni di possesso prolungato e come spesso si provi il tiro da lontano per mancanza di soluzioni. Se si guarda la partita di dicembre, appare chiaro come la prima preoccupazione di Allegri fosse quella di negare la profondità a Kalinic, tattica che nella prima parte di stagione era stata utilizzata a dismisura dalla formazione viola.

 

 

 

Se si riesce a privare la Fiorentina di questa soluzione si elimina la principale caratteristica di Kalinic, oltre che una delle loro soluzioni offensive  più insidiose. I due trequartisti, Ilicic e Borja Valero, hanno un ruolo cruciale nell’agire tra le linee e nel liberare lo spazio per consentire il lancio verticale verso Kalinic. Ebbene, quella sera non riuscirono ad incidere e vennero spesso costretti ad abbassare parecchio la propria posizione per poter toccare qualche pallone. Quindi, contro una squadra bassa ed attenta a coprire gli spazi, la Fiorentina non riuscì quasi ad entrare in area di rigore.

In poche parole, stiamo parlando di una squadra che crea molto poco rispetto alla mole di gioco che produce, con i movimenti di Kalinic  forse troppo accentratori nella manovra offensiva toscana. Il fatto che in tutta la stagione la Fiorentina raramente sia riuscita a recuperare il risultato una volta passata in svantaggio (appena una vittoria, contro l’Inter allo scadere) manifesta a pieno la difficoltà nel rendersi pericolosa contro difese schierate. Manca una forte individualità in grado di accelerare l’azione e di creare qualcosa quando gli spazi sono ridotti.

 

LA NOSTRA RICETTA: Se finora Paulo Sousa non sembra ancora aver deciso quale sia la veste più adatta per la sua formazione, i problemi fisici di Borja Valero (non si sa riuscirà a recuperare) contribuiscono a creare ulteriore incertezza sul modo in cui la Fiorentina scenderà in campo a Torino. Spagnolo a parte, però, la rosa è al completo. Si potrebbe vedere il “vecchio” 3-4-2-1, il 4-2-3-1 più volte provato in estate o anche schierare Giuseppe Rossi accanto a Kalinic.

C’è molta curiosità nel vedere come inizierà il campionato la nuova Juventus. I nuovi acquisti senza dubbio creano aspettative alte: tutti noi vogliamo vedere un gioco più corale ed armonioso, meno dipendente dalle individualità dei singoli. Siamo però appena al 20 agosto: la forma fisica è ben lontana dall’essere al top e ci sono ancora da amalgamare diversi giocatori. Se col passare dei minuti si dovesse trovare qualche difficoltà nella costruzione del gioco, non ci si dovrà vergognare di adottare – almeno momentaneamente – un atteggiamento un po’ più remissivo e prudente.

Dopotutto, è questo uno dei modi migliori per mettere in crisi la Fiorentina di Sousa e c’è un’intera annata a dimostrarlo. Siamo appena all’inizio, e la stagione scorsa ci ha insegnato quanto sia negativo psicologicamente per una rosa in costruzione inaugurare il campionato con risultati negativi. Quindi, per affrontare la Fiorentina, può essere una buona idea prendere spunto dal recente passato. Sotto tutti i punti di vista.