Cara Juventus : non cerchiamo il colpevole ma la soluzione

di Giordano Straffellini |

juventus pirlo

Julio Velasco, allenatore della Nazionale Italiana più vincente di sempre era solito affermare: Chi vince esulta chi perde spiega“. Spiegare quest’annata della Juventus è davvero complicato. Fra punti persi in maniera scellerata, episodi sfortunati, giocatori spesso assenti e 36 formazioni diverse di fila la ricerca del capro espiatorio risulta quantomeno complicata. Il bersaglio numero uno, attualmente è Andrea Pirlo, inesperto, poco carismatico incapace di trasmettere alla squadra conoscenze tattiche e attitudini caratteriali.

Un dato che racchiude l’andamento dell’annata: la Juventus per la prima volta nella sua storia, potrebbe chiudere il campionato senza aver mai vinto una partita per 1-0. Tre volte in stagione la Juventus ha vinto con un solo gol di scarto. Numeri che la dicono lunga sia sulla capacità di tenere mentalmente in situazione di vantaggio, sia  della scarsa capacità di reagire o trovare soluzioni quando la partita risulta essere in equilibrio.

A nostro parere le colpe di un’annata così disgraziata vanno distribuite in larga scala. La fine di un ciclo prima o dopo deve arrivare, nella storia del calcio Italiano sono via via caduti il Milan di Sacchi o Capello, la Juve di Lippi o l’Inter del triplete. Il modo fragoroso in cui si è manifestato il fine ciclo alla Juventus, denota che le motivazioni sono molteplici. Con allenatore scarso, ma società coesa, rosa razionale saremmo arrivati a questo punto? E allora sempre Velasco ci aiuta per capire come si possa uscire da questa situazione: se la realtà è come è e non come la vorresti non discutiamo ma  risolviamo. Attaccare giocatori, allenatore società distribuire colpe o trovare il capro espiatorio mediatico contribuisce a risolvere la situazione? Sicuramente no.

E’ il momento dell’analisi lucida, fatta possibilmente da chi si occuperà di mercato non fino a fine stagione ma per la Juventus che verrà. Il primo punto da cui ripartire è dunque la dirigenza, la prima scelta va fatta sugli uomini delineando in maniera netta chi si occupa di mercato, e chi deve gestire i rapporti fra società, giocatori e media. In secondo luogo va fatta un’attenta analisi della rosa. In un’annata così disgraziata sembra tutto da buttare, è veramente così?

Qui la società dovrà essere brava a capire il potenziale dei giocatori a disposizione, che fino a prova contraria sono per la maggior parte titolari nelle rispettive nazionali. In che ruolo questi giocatori possono rendere al meglio? La risposta corretta a questa domanda sarà la chiave decisiva per affrontare la prossima stagione in maniera positiva. Un giocatore che in campo non è a proprio agio, per mansioni e posizione può avere un rendimento molto negativo. Ricordiamoci l’Edgard Davids di Milano e quello di Torino.

Arriviamo così al nodo allenatore. Ci vogliono idee chiare su come giocare e su chi deve far cosa. I risultati sportivi negativi non permetteranno ingenti investimenti sul mercato. Bisognerà quindi fare opportuni scambi di mercato, ma soprattutto trovare il vestito ideale ad una rosa che non può essere per rendimento quella vista nell’ultimo mese e mezzo. Gli errori sono stati fatti, è indubbio, ma le persone di valore, capaci e competenti non sono quelle che non sbagliano mai ma quelle che reagiscono nella maniera migliore agli errori commessi. I 9 anni precedenti ci dicono che all’interno di questa società le persone competenti ci sono.