Juventus-Bologna 2-1: giochi bene, giochi male, vinci

di Fabio Giambò |

Quella di stasera col Bologna forse è la fotografia perfetta di quest’avvio di stagione della Juventus: dà la sensazione di poter affondare il colpo quando vuole, spettacolare a tratti, ma anche qualche passaggio a vuoto troppo frequente che stasera è stato mascherato a fatica dal risultato. Sono troppe le distrazioni dietro, forse per sufficienza, forse per stanchezza mentale più che fisica, distrazioni ripetute da inizio stagione: che sia Cuadrado, Bonucci o De Ligt, probabilmente più l’olandese degli altri, ci sono un paio di situazioni da risolvere, così come il noto problema sulla difesa a zona che si è ripresentato in occasione della traversa finale di Santander.

I campanelli d’allarme li abbiamo fatti suonare, concentriamoci sulle campane a festa: bene in attacco, ma ci si vuole soffermare su due nomi in particolare. Alex Sandro il primo: il brasiliano sta tenendo alta l’asticella delle sue prestazioni, un rendimento figlio di attenzione difensiva e costante proposizione offensiva, esattamente quello che ci si aspetta da un terzino del suo calibro, con le sue potenzialità. Il secondo nome è quello di Miralem Pjanic: il bosniaco sta diventando il cuore pulsante della Juventus, non c’è una singola azione che non passa dai suoi piedi, è anche meno nervoso e falloso rispetto al passato. Fra l’altro per ora ha anche un certo feeling col gol che non fa mai male, ed oggi ha preso anche un’altra responsabilità: scalzare Ronaldo nella battuta di una punizione dal limite, anche se il risultato non è stato eccezionale.

Ultima considerazione su mister Sarri. Sta plasmando questa squadra, la sta plasmando con ingredienti che forse non aveva mai maneggiato in carriera: che sia il turnover, che sia un variare continuo sugli schemi di base, che sia carattere e continuità, va bene così. Il tempo ci racconterà se e quanto saprà conquistare la piazza bianconera.