Juventus-Benevento 2-1: senza pathos non ci piace

di Fabio Giambò |

Cuadrado

Le agenzie di scommesse proponevano quote pazzesche, fra i tifosi c’era chi parlava di goleade e scorpacciate di gol, alla fine arrivano tre punti soffertissimi nonostante un solo tiro in porta subito nell’arco di tutti i novanta minuti di gioco, arrivano contro la squadra che entra nella storia del calcio italiano come la prima a perdere le 12 partite iniziali del torneo: il Benevento di Ciciretti e mister De Zerbi, colui che l’anno scorso ci aveva già messo in difficoltà col suo Palermo, squadra appena meglio dei giallorossi scesi in campo oggi all’Allianz Stadium.

E dire che la partita era cominciata abbastanza bene con un imprendibile Douglas Costa stoppato solamente dai legni della porta di Brignoli in un paio di occasioni, ma è bastato vedere gli ospiti per la prima volta fuori dalla propria metà campo per ritrovarsi sotto di un gol: Szczesny sbaglia piazzamento suo e della barriera su una punizione dalla distanza, e la frittata era bella che servita. Non è mancata la reazione, ma le tante occasioni da gol venivano puntualmente respinte da una sorta di barriera invisibile travestita dallo stesso Brignoli o da imprecisione degli attaccanti, oltre che da un Dybala che non è piaciuto neanche negli atteggiamenti: un paio di errori su punizione e mai più la responsabilità di calciare quelle successive. Questa la preoccupazione maggiore, forse, stasera. Nella ripresa stesso copione ma con un pizzico di fortuna in più: ci pensa il solito Higuain a rimettere a posto le cose con un gol che sicuramente avrà strappato qualche sorriso romantico agli attenti tifosi juventini, poi una delle poche cose buone fatte dal tandem Alex Sandro-Cuadrado, con cross del primo e inzuccata vincente del secondo. Sul 2-1 si gioca al risparmio, non si sa quanto volutamente e quanto architettato da mister Allegri, solito brivido finale con un po’ di confusione nell’area di rigore bianconera, ma alla fine arriva una vittoria importantissima considerando quanto successo sugli altri campi.

Già, perché l’Inter ed il Napoli si sono fatte fermare sul pareggio rispettivamente dal Torino e dal Chievo, ed allora si va alla pausa con una posizione in classifica conquistata e distanza dalla vetta ridotta ad un solo punto. C’è tanto da sistemare, ormai si rischia di diventare ripetitivi, dopo la sosta si deve ripartire con una velocità totalmente differente.