La Juventus è ancora qua… eh già!

di Juventibus |

Sono una fan di Ligabue, ma la Juve di quest’ultima settimana è riuscita a farmi amare anche il grande Vasco, come avrete già capito dal titolo dell’articolo.

Sì, perché i sei punti pesanti ottenuti dalla squadra tra Hellas Verona e Brescia, pur ottenuti contro “piccole” di A, hanno dimostrato che, nonostante infortuni e una valanga di presunti problemi a leggere i media, la JUVE E’ ANCORA QUA!

In piena rivoluzione tecnico-tattica e filosofica le due rimonte non sono banali: la fame, la grinta e la determinazione che hanno forgiato la squadra degli ultimi anni, sembrano non essere cambiate di una virgola. La fiamma è ancora accesa, per fortuna. Lo si vede negli occhi di Buffon, più titoli che anni, ancora a saltare spiritato in panchina per una rimonta a Brescia.

Eppure i media dipingono una squadra e un ambiente in pieno caos: “la crisi economico-finanziaria” che penderebbe come una spada di Damocle (ma un “Piano di Sviluppo per far crescere i ricavi” non dovrebbe essere una cosa positiva?). Abbiamo letto tutto il comunicato del CDA Juve che parla di un “Piano di crescita tale non dipendere la struttura economico-finanziaria esclusivamente dai risultati sportivi ottenuti” ed è stato approvato un aumento di capitale di 300 milioni. Eppure stampa e web hanno bollato questo dato positivo come un “piano anti-fallimento“. Vorrei avere il dono della sintesi di questi giornalisti: 10 pagine fitte di un documento di sviluppo e crescita finanziario racchiuse e riportate al popolo come “piano anti-fallimento”!

E che dire del pacco portoghese da 100 mln di cartellino più 30 mln l’anno di ingaggio?

In questi giorni ho appreso dalla stampa che uno dei due calciatori più forti e decisivi al mondo, per i giornalisti è diventato IL PROBLEMA della Juventus. Colpa sua se la società è con l’acqua alla gola, colpa sua se la squadra gioca male perché trattasi di un accentratore di gioco. Vecchio, egoista, costosissimo. Il detentore di 5 palloni d’oro azzerato in tre righe.

In Italia siamo maestri nello sminuire sempre e riconoscere mai i meriti altrui. Fa niente se grazie all’acquisto di Cr7 i ricavi sono saliti a 600 mln, la juve è diventata la terza squadra più seguita al mondo sui social, se nelle partite di Champions League è stato sempre decisivo, se l’anno scorso quando non segnava lui non segnava nessun altro. Tutte bazzecole…

Per non parlare della crisi tecnica che si sta abbattendo quest’anno a mo’ di uragano. Il gioco latita, nulla a che vedere col “Sarri di Napoli” né con la solidità rocciosa dell’attuale capolista, leggo ultimamente.

Se l’Inter vince in modo “sporco” dimostra finalmente lo spirito vincente, la solidità e il cinismo necessario per sognare lo Scudetto, è lo specchio del proprio allenatore, ma se la Juve vince in quel modo allora ecco i processi al tecnico, alla squadra, ai singoli, perché Sarri non può vincere di “horto muso”, deve fin da subito essere spettacolare oltreché vincente.

Ricapitolando: la Juve sta fallendo, Cristiano è un problema, Sarri è mal visto da uno spogliatoio -che da 8 anni a questa parte è sempre più spaccato-, chi gioca poco scalpita, chi gioca lo fa male, gli esuberi recalcitrano. Bernardeschi non è cresciuto perché è rimasto alla Juve!”, “La Juve ha più infortuni di prima”, “Se la Juve punta su Dybala quest’anno non vincerà niente!”, “de Ligt non vale 75 milioni, è solo il solito piacere a Raiola!”,”Sarri non riesce a cambiare la Juve, ma nemmeno il contrario!”. 

“Sempre alla Juve, solo alla Juve!

Ha ragione Balotelli: sempre così, solo alla Juve.

Ecco perché questi sei punti pesano più di quanto si possa immaginare, perché nonostante una marea di problemi, col cuore che batte più forte, la Juventus è ancora qua! Eh gia!

di Milena Trecarichi