La Juve 2010/11 con gli occhi di allora

Stavo sistemando lo scantinato di casa quando, nello scatolone dedicato ai cimeli bianconeri, lo ritrovai.

CALENDARIO UFFICIALE 2011.

L’ultima stagione senza vittorie. La stagione del secondo settimo posto consecutivo.
Mi è venuta voglia di sfogliarlo, per far tornare a mente i ricordi adolescenziali relativi a quei calciatori che, nelle intenzioni, e lì soltanto, avrebbero dovuto riportare la maglia bianconera ai fasti di un tempo.

GENNAIO -> Milos KRASIC. Ho ancora fisse nella testa le parole pronunciate prima del suo arrivo. “Lui è il nuovo Nedved”. Io lo vedevo come il salvatore della patria, come colui che ci avrebbe fatto vincere l’agognato tricolore a suon di cavalcate sulla fascia. Le partite contro il Cagliari ed il gol allo scadere contro la Lazio sono le uniche perle che rammento di lui. Lui, che di Nedved aveva solo la capigliatura.

FEBBRAIO -> Leonardo BONUCCI, Nicola LEGROTTAGLIE. Bonucci era il “Compagno scarso di Ranocchia”, e certe sue prestazioni non ne cambiarono ai miei occhi la definizione. Per Legrottaglie, nutrivo invece un ardore proveniente dal fatto che avessi un suo poster nella Juve di Lippi. E se hai giocato nella Juventus di Lippi, quella del 5 Maggio, per me sei un idolo. Ma in fondo, Leonardo e Nicola erano difensori e, a 13 anni, sul difensore l’interesse è relativo.

MARZO -> Fabio QUAGLIARELLA. Non rammento particolari pensieri al suo arrivo, ma ricordo che lui segnava, sempre, in qualsiasi modo. E poi ricordo quel Juve-Parma, quel tragico Juve-Parma, in cui si ruppe il crociato, ponendo fine alle velleità della compagine bianconera in quel campionato.

APRILE -> Vincenzo IAQUINTA, Marco STORARI. Vincenzone era campione del Mondo 2006. Impossibile non amarlo. Per Storari, invece, la storia era diversa. Nonostante le indiscusse abilità e le movenze feline, era difficile da parte mia togliergli l’etichetta di vice Buffon.

MAGGIO -> Alessandro DEL PIERO. Alla domanda su chi fosse il calciatore più forte non ho mai avuto altra risposta. ALEX. Si potrebbero scrivere miliardi di pagine su di lui, io so solo che è il calciatore che più ho amato, ed uno dei 3 per i quali abbia versato lacrime. L’unico, o uno dei pochissimi, sul quale riporre sempre fiducia, gol al Brescia docet.

GIUGNO -> Felipe MELO, Momo SISSOKO. Di Melo rammento solo due cose. 25 Milioni. Juve-Parma. Mai piaciuto, mai apprezzato. Per Momo ho sempre avuto, sin dal suo arrivo, un’ammirazione per la sua imponenza e la sua forza.

LUGLIO -> AMAURI Quanto adoravo Amauri, il bomber che mancava alla Juve, il degno sostituto di Re David. All’inizio della sua avventura Bianconera, faceva gol in tutti i modi, da qualsiasi parte. Alla fine della sua avventura Bianconera, faceva in modo di non fare gol, da nessuna parte.

AGOSTO -> Mistone: Zdenek GRYGERA; Non sussistono motivazioni logiche, ma mi piaceva. Fabio GROSSO; Ci aveva fatto vincere il mondiale. E questo basta. Davide LANZAFAME; “Può diventare il nuovo Cristiano Ronaldo”. E qui mi taccio. Gigi BUFFON; Se Alex ha rappresentato la Juve della mia infanzia, Gigi ha rappresentato la Juve per tutta la mia vita. Mito indiscusso, il portiere più forte della storia del calcio, fonte d’ispirazione (e non poteva essere altrimenti) quando mi cimentai a fare lo stesso mestiere. Nonostante il rientro dall’infortunio, certezza incrollabile, fiducia illimitata. Uno dei tre calciatori per i quali abbia versato lacrime. Alex MANNINGER; Mi stava simpatico, adoravo il suo modo di bloccare i palloni e la conseguente posa facciale. Leandro RINAUDO; Mi sono appena ricordato della sua esistenza. Paolo DE CEGLIE; Paolino, di lui ricordo che correva e faceva assist. E questo basta. Marco COSTANTINO; Bon a savoir. Armand TRAORE’; certi ricordi è meglio non riaffiorino. Stendiamo un velo pietoso su questo calciatore. Hasan SALIHAMIDZIC: Il Brazzo. Idolo indiscusso a causa del suo cognome illeggibile ed inscrivibile.

SETTEMBRE -> Giorgio CHIELLINI. L’unico del reparto difensivo sul quale potessi riporre piena fiducia. Aggressività inversamente proporzionale alla precisione del suo mancino, ma nonostante ciò l’ho sempre adorato. Le battaglie con Zlatan emblema del suo essere, assieme alla maschera di carbonio e al turbante. Unico guerriero al servizio della Vecchia Signora.

OTTOBRE -> Alberto AQUILANI, Marco MOTTA. Aquilani mi piaceva per il modo di stare in campo, per la sua precisione, per come giocava il pallone. Di Motta non ricordo assolutamente nulla.

NOVEMBRE -> Claudio MARCHISIO. L’emblema della Juventinità, il principino è sempre stato per me l’erede naturale di Alex. Juventino da sempre e per sempre. Gran centrocampista e autore di gol non banali, come contro Udinese e Inter.

DICEMBRE -> MARTINEZ, Simone PEPE Il primo doveva essere un fenomeno, di lui rammento soltanto un Juve-Milan 0-1 in cui ciccò uno stop su un passaggio da 20 cm di Traorè. Simbolo delle qualità del calciatore e dell’andazzo della stagione. Di Simone, invece, apprezzavo il suo essere matto ed il suo spirito.

Questa l’ultima Juve che non ha vinto il campionato che, a ripensarci oggi, 7 campionati conquistati dopo, rende idea di come la società sia riuscita a invertire una tendenza che, nell’estate 2011, sembrava irreversibile.
Un insegnamento ho tratto questi ultimi anni.
LOTTARE SEMPRE, ARRENDERSI MAI. FINO ALLA FINE.

di Federico Chisci