Juventino 2019: l’Eterno Scontento

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Facile essere juventini nel 2019. 7 scudetti consecutivi, 4 coppe italia, 2 supercoppe italiane e due finali di Champions League ottenute grazie a grandi sfide vinte in campi difficilissimi.

Si potrebbe vivere di rendita come Borriello a Ibiza. Godersi la vita e assaporare la pace della vittoria e della giustizia. Ma gli juventini non sono così. Gli juventini sono voraci e allo stesso tempo di bocca buona, palato fine e voglia di vincere proprio perché il loro DNA è questo e non si può cambiare.

Eppure nel 2019 alcuni juventini medi smadonnano. Per colpa del grande Max. L’uomo dei 4 scudetti più completi e intelligenti calcisticamente di questi anni fantastici. Un allenatore vincente, soprattutto perché aveva già vinto con un Milan, imbottito sì di campioni, ma ormai alla fine di un percorso glorioso che aveva portato 2 Champions e tanto altro.

Del tecnico livornese tutti noi sappiamo molto, quasi tutto, forse tranne i suoi pensieri quando stava per lasciare la promessa sposa prima di salire all’altare, ma lasciamo perdere.

Soprattutto sappiamo come gioca o meglio, sappiamo come ha giocato, perché a lui piace stupire e magari da febbraio tira fuori un nuovo modulo con Dybala difensore centrale e ci stupirà tutti.

Per ora ha giocato in tanti modi, prima come Conte, per non spaventare la squadra (soprattutto la difesa dei 4 senatori) con la difesa a tre, poi col 433 guerriero con il centrocampo meraviglia e Tevez, poi con il 4231 tutto bollicine con Cuadrado e tutti gli altri ben rigenerati e con Higuaìn che ancora segnava tipo Napoli, e oggi col 43-e-confusione con l’attacco lasciato a Cristiano, Mandzukic e forse Douglas o forse Dybala che però fa il tuttocampista (quindi perché no, centrale di difesa) e così fa gioco, aiuta Pjanic nell’impostare e velocizzare la manovra, mette in difficoltà gli avversari e tanto altro.

Ecco Allegri è così, un intelligentissimo, furbissimo manager moderno. Ma Allegri non è Guardiola, non è Klopp e (per fortuna) nemmeno Sarri, ma purtroppo in questi anni esiste Twitter e su questo Twitter c’è il giornalista più ascoltato e letto dagli juventini, Maurizio Pistocchi.

Parte tutto da qui il conflitto che scuote l’ambiente degli juventini da tastiera e non. Tifosi che potrebbero vivere come abbiamo detto a Ibiza con Borriello che invece si accapigliano perché si è creata questa dicotomia devastante.

Cos’è questo conflitto? Semplice, è composto da quelli che ascoltano Pistocchi e sognano quel calcio programmato, pensato e messo su carta o su app di Guardiola, un calcio bello non c’è che dire, d’attacco, un calcio “esatto” ma che non è nelle corde del tecnico labronico.

Allegri non farà mai quel calcio. Forse potrà inventarne un altro, perché lui ha questa intelligenza che è sì manageriale ma che può riservare sorprese dettate da una ricerca del “diverso”.

Ci sono però tifosi che sotto sotto si interrogano e credono all’ex opinionista di Pressing e sognano alla Juve un nuovo Sacchi.

Il concetto di tanti è: Andrea Agnelli e i dirigenti hanno creato una corazzata con gente molto forte, (anche uno di Madeira, venuto alla Juve perché rifiutato da Napoli, Milan, Inter, Samp, Torino, Spal e Fiorenzuola) ecco ora questi devono giocare meglio di tutte in Europa e vincere 3, 4 a 0 quasi tutte le partite a meno che non si giochi contro il Barça (basta così, le altre sono tutte più scarse).

Si deve giocare sempre come fa 20 minuti a partita il Manchester City o come fa il Barça quando Messi è in buona.

Gli altri rispondono che chi vince ha ragione, che l’allenatore di un top team europeo nel 2019 è un manager e quindi deve saper vincere anche gestendo. Nascono scontri dialettici ma soprattutto e questo non è una cosa positiva per l’ambiente bianconero si crea un certo scoramento, una certa insoddisfazione che poi pesa, come se pesa. Lo stesso Max spesso lo ha fatto notare. Un pessimismo incredibile.

Verrebbe da dire che è colpa o merito del geniale marketing del buon Pistogol, purtroppo non è solo questo. E’ un’invidia strana, dettata dal desiderio di primeggiare e stare sempre più avanti. Un sentimento che può anche essere positivo per la nostra vorace Signora, ma che è anche uno scollamento dalla realtà parecchio difficile da spiegare.

A nulla valgono i racconti della rinascita contemporanea dopo la serie B. La speranza di tutti noi oltre che Ramsey arrivi a Gennaio e Pogba a giugno, è che la squadra non risenta di queste quisquilie e continui così. L’unico a cui naturalmente non frega un fico secco di queste chiacchiere è l’immarcescibile Max. Per fortuna.

di Gianluca Garro

@gianlucagarro