Juventini, possiamo essere migliori di così – Giù le mani da Maurizio Sarri

di Andrea Mangia |

Forse sono io ad essere un pacifico benpensante. Forse la mia è ipocrisia, o addirittura “arroganza”, nella meravigliosa accezione di Lars von Trier. Qualunque sia il mio peccato originale, credo che sia giunto il momento di affrancare il nostro mister dal suo, di peccato originale. Ovverosia, quello di essere una persona sincera e genuina, intelligente, leggermente ingenua, ma per nulla ipocrita, che ha allenato per anni una squadra invisa.

Non starò qui a perdere tempo sulla deprecabile attitudine dei giornalisti italiani ad “aggiustare” virgolettati (malcostume davvero censurabile – Sarri, per esempio, non ha mai pronunciato le parole “maglia a strisce”, bensì ha detto “vecchia maniera”).
A me interessa il bene della Juve. E la shitstorm (non trovo termine più adatto) riservata da tanti, troppi tifosi juventini verso Maurizio Sarri va al di là di ogni immaginazione e, lasciatemelo dire, al di là di ogni logica comprensione delle parole (spesso mal riportate e distorte) di un uomo intelligente e schietto.

Insulti, patenti di juventinità revocate o fieramente mai concesse. Addirittura “tifosi” che istituiscono sondaggi domandando se il mister sia da esonero o meno. Della serie: “quando pensi di aver toccato il fondo, puoi sempre scavare”.

Ma esonero per cosa, esattamente? 23 gare vinte su 30 in stagione. Una Supercoppa che, storicamente, è stata sempre indigesta alla Juventus, se giocata nel mese di dicembre (complice una programmazione atletica tesa a raggiungere la forma in un momento diverso della stagione, poiché i nostri obiettivi sono diversi da quelli di tutti gli altri), un girone di Champions dominato con record di punti eguagliato e semifinale di Coppa Italia raggiunta con 7 gol fatti in un tempo e mezzo.

Bisogna mettersi d’accordo. O facciamo quelli superiori sempre, ed è questo che mi ha sempre riempito di orgoglio, nell’essere juventino, rispondendo agli insulti ed alle critiche con signorilità, col silenzio ed il lavoro, sbattendo in faccia agli haters fatti e, spesso, trofei, oppure ammettiamo di essere esattamente come gli altri. Perché non saremmo diversi da chi si contrappone ciecamente al bianconero, senza alcuna razionalità, solo per ciò che rappresentiamo, senza alcuna logica né fondata ragione. Ed allora se vogliamo essere migliori degli altri, i riferimenti al Sarri “napoletano”, non degno dello stile Juve, serpe in seno e nemico in casa, dobbiamo scordarceli. Semplicemente perché noi non ne abbiamo mai avuto bisogno. Perché possiamo permetterci il lusso di essere migliori di così. E dobbiamo esserlo.

Il fatto che l’allenatore della Juventus possa fare un’affermazione del genere, sincera, per certi versi ingenua, ma sicuramente umana, deve essere un vanto, non un problema. Problema, semmai, potrebbe esserlo per tutti gli altri, se frasi del genere fossero rivolte alla Juventus. Lo è stato in passato e probabilmente in parte sempre lo sarà. Ma non deve esserlo per noi. Perché noi siamo diversi. Se perdiamo questa unicità, per noi è la fine. È esattamente il terreno dove vogliono portarci gli altri, perché quello a loro più congeniale. Quelli che ti odiano a prescindere. Quelli che ti detestano ma poi non hanno idee migliori se non demonizzarti ma allo stesso tempo provare a copiarti, mentre ti distraggono coi loro deliri. Quelli la cui cifra stilistica è la lamentela, la polemica, il sospetto. Se giochiamo sul loro terreno, perdendo di vista la nostra identità, siamo destinati a soccombere.

Nessuno pensi che il nono scudetto, dopo 8 anni di dominio, sia qualcosa di scritto nella pietra. Gli avversari hanno fame e rabbia. E grandi interessi in gioco. Ed esercitano inevitabilmente pressioni. Noi siamo i più forti. Ma va dimostrato. E va dimostrato attraverso le prestazioni della squadra ed i risultati, unico o quasi metro di giudizio per valutare l’operato di un allenatore.
Ed allora la rabbia per una prestazione scadente ed a tratti inspiegabile come quella di Napoli ci sta, ma non deve mai mescolarsi all’irrazionale istinto di buttare via energie fisiche e nervose prendendo letteralmente a pugni l’aria.
Già ci pensano i nostri detrattori, giornalisti in testa, a storpiare, mistificare, decontestualizzare. Noi dovremmo remare in senso opposto, e non nel senso di chi ci vuole destabilizzare.
La domanda di Caressa è stata tendenziosa: – Ti dispiace di più perdere col Napoli rispetto alle altre squadre? Risposta (in senso contrario rispetto alla mini provocazione): – No, se proprio devo perdere, almeno che vincano ragazzi a cui sono legato (piuttosto che perdere contro qualsiasi altro). Aggiungo io – ragazzi che stanno a -24 in classifica attualmente, se il Napoli fosse stato testa a testa certe frasi state certi che non le avrebbe dette.
Non ha detto: “no anzi, sono contento della vittoria dei ragazzi”, come qualcuno stupidamente afferma.
La domanda del giornalista del Napoli sulle maglie a strisce è altrettanto tendenziosa: Sarri si lamenta a chiare lettere, e controbatte dicendo che la Juve ha un rapporto rigori dati/ricevuti molto discutibile rispetto a quanto crea/subisce. La battuta sul tornare alla vecchia maniera è in realtà il sunto della sua piccola polemica, come dire -c’è qualcosa di strano, forse serve che cambi qualcosa perché così non va-.
Alla Juventus i preconcetti non sono mai esistiti e non devono, per il nostro bene, cominciare ad esistere ora.
E poi, lasciatemi dire, un po’ provocatoriamente, che alcuni di quelli che criticano le frasi di Sarri, ingenue, ma sincere, sono gli stessi che si tapperebbero occhi, naso e bocca se un giorno sulla nostra panchina dovesse mai tornare Antonio Conte, cuore bianconero, quello che – con estrema furbizia ed opportunità (per non dire paraculaggine) – attualmente si definisce il “tifoso numero uno dell’Inter” e che “rimarrà interista anche quando se ne andrà”, quello che dice agli altri di stare calmi perché adesso sono dalla parte del potere. Un po’ di coerenza, suvvia. Da parte sua, così come da parte di chi tifa Juve. Semplicemente per il nostro bene.


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