Alla Juve serve un universale, non un box-to-box

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Il nuovo ciclo della Juventus targato Maurizio Sarri è iniziato da pochi mesi. La ricerca del “bel giuoco” è ancora in fase di sviluppo, con sprazzi di esaltazione (specialmente in partite importanti, dove la concentrazione dei giocatori ha probabilmente contribuito alla velocizzazione del gioco) e con diverse partite dove la scarsa mobilità e gli errori davanti alla porta hanno generato ansia e disapprovazione nei tifosi, al punto da scatenare la nostalgia per Allegri ed il suo gioco “resultadista”.

Lasciando da parte la difesa (con le difficoltà della sostituzione di Chiellini con il bravo e acerbo deLigt, nonché le incertezze sugli esterni – soprattutto i sostituti di Cuadrado e Alex Sandro) e l’attacco (dove, nonostante le presenze stellari di CR7, Dybala, Higuain e un ritrovato Douglas Costa, sembra che manchi una presenza d’area), vorrei concentrare l’analisi sul centrocampo.

Le affermazioni che cercherò di dimostrare sono: 1. il centrocampo della Juventus non è inferiore alle migliori squadre europee; 2. tuttavia, manca un “giocatore universale”, tipo Zidane o il suo più moderno emulo Pogba.

Per supportare il primo punto, procedo ad analizzare le rose delle principali squadre europee, candidate alla Champions League, concentrando sui centrali e sulle mezzali, ed escludendo i trequartisti e gli esterni di attacco.

Ho escluso Chelsea e Zenit, teste di serie, ed il Tottenham, finalista l’anno passato, perché – in mia personale opinione – non sono realmente candidate a proseguire nel cammino verso la finale della Champions League.

Come si può evincere dall’analisi delle rose, le principali squadre analizzate hanno tutte (con l’esclusione del Liverpool) una panchina piuttosto corta, con ricambi al di sotto del livello dei titolari.

Nel caso del Barcellona (come evidenziato anche dai recenti risultati), i principali problemi sembrano essere l’inserimento di De Jong e l’avanzare dell’età di Rakitic e Vidal.

Nel caso del Real Madrid (anche qui, problemi di risultati dopo i cambi di allenatore), il centrocampo ha perso molto dello smalto che ha portato tanti successi europei, e non sembrano esserci sostituti all’altezza già identificati.

Bayern e PSG, in generale, non fanno del centrocampo il loro punto di forza, puntando prevalentemente sulla freschezza tecnica di attaccanti ed esterni offensivi.

Il Manchester City, nonostante presenti una rosa di centrocampisti corta (anche se di livello eccezionale), sopperisce alla mancanza di profondità con un gioco per cui sono più importanti le doti di palleggio, che non interdizione, corsa e inserimenti.

Esattamente all’opposto del Manchester City, il Liverpool ha diversi giocatori in rosa, con grandi doti di interdizione, corsa e inserimenti, perfetti per il gioco di gegenpress praticato da Klopp. Tuttavia, presi singolarmente, nessuno dei giocatori del club inglese può essere giudicato la stella della squadra (con candidatura a premi quale il Pallone d’Oro).

La Juventus presenta 6 giocatori tutti di buon livello, con la possibilità di miscelare caratteristiche diverse. La stella è senza dubbio Pjanic (sesto tra i top 10, in accordo con SportBible), anche se spesso il bosniaco spegne la luce e offre serate a bassa intensità, con parecchi errori.

Ci sono poi due veterani (l’intelligente Khedira e il corridore scarso Matuidi) che per molti dovrebbero essere a fine corsa; Ramsey fragile fisicamente; Rabiot (reduce da una stagione praticamente fermo), Bentancur e Can, con potenziale da dimostrare ma ancora discontinui.

In sintesi, al momento, il centrocampo della Juventus non sembra essere il punto debole, confrontando la rosa con le principali squadre europee candidate alla Champions League.

Tuttavia, la rosa attuale di centrocampo non è neanche il punto di forza della Juventus, come invece è stato il quartetto Pirlo-Pogba-Vidal-Marchisio per la squadra di Conte e i primi anni di Allegri.

In mia opinione, quello di cui realmente ha bisogno la formazione attuale è un “giocatore universale” come Zinedine Zidane, o il suo più attuale emulo, Paul Pogba. Per l’appunto.

Il “giocatore universale” non è il centrocampista “box-to-box” degli schemi anglosassoni. Quest’ultimo in generale è un centrocampista “di fatica”, che si schiera a protezione della propria area (box in inglese) per interdire e recuperare la palla, e correre rapidamente in avanti inserendosi nell’area avversaria per tentare la conclusione a rete. Esempi tipici di giocatori “box-to-box” sono Ramsey e Khedira, o soprattutto lo erano Vidal e Marchisio.

Il franco-algerino ricopriva nella Juventus di Lippi un ruolo molto simile a quello di Pogba nella squadra di Conte. Era il giocatore incaricato di fare da raccordo e transizione tra fase difensiva ed offensiva, grazie alle doti di palleggio e alla prestanza fisica, in grado di difendere il pallone, resistere ai contrasti e portare velocemente la palla in zona offensiva, per poi aggiungersi agli attaccanti, con grandi doti di inserimento, rifinitura e di realizzazione.

A questo, aggiungevano potenza nel tiro da fuori, precisione sui calci di punizione, creatività nel passaggio e negli assist, e ancora presenza in area per i colpi di testa (come non ricordare i 2 gol di testa di Zidane che affondarono il Brasile di Ronaldo nel 1998?).

Zidane rappresentava, nel centrocampo di Lippi, il giocatore che permetteva a Di Livio, Davids, Jugovic, Marocchi e Tacchinardi di concentrarsi nell’interdizione e recupero del pallone, con Deschamps che ricopriva anche il ruolo di impostazione bassa. Zizou, con il suo fisico, partecipava al pressing ossessivo della Juventus, per poi lanciare la transizione offensiva da trequarti propria a quella avversaria, permettendo la risalita rapida della squadra. Una volta portato il gioco a ridosso dell’area avversaria, il campione transalpino poteva scegliere tra le varie frecce nella sua faretra, dal tiro da fuori, allo scambio stretto con gli attaccanti, al passaggio filtrante, all’inserimento per la conclusione in area (di piede o di testa).

Un campione completo, che univa – per la prima volta nella storia del calcio (soprattutto dopo gli olandesi dell’Arancia Meccanica di Rinus Michels) – la tecnica e la classe dei “numeri 10” come Platini, e il fisico e la corsa, che gli permetteva coprire una porzione enorme di campo, difendere la palla ed essere in generale una presenza imponente in campo.

In mia opinione (e non solo mia, vedi le analisi di Blamefootball e Just Football), il giocatore che attualmente più si avvicina al talento franco-algerino è Paul Pogba. Il Polpo ha dimostrato nel tempo di possedere le caratteristiche del suo connazionale (tecnica, prestanza fisica, corsa, tiro da fuori), aggiungendo maggiore capacità di interdizione, magari a discapito di una minore (seppur di poco) creatività in fase di assist e conclusione.

Perché dunque penso concretamente che la presenza di Pogba risolverebbe molti dei problemi della Juventus attuale?

La Juventus di Sarri si sta caratterizzando per il pressing alto, alta densità sulla trequarti avversaria, scambi rapidi “dentro-fuori” con i cosiddetti “triangoli” tra centrocampisti e attaccanti.

Tuttavia, il nuovo allenatore non ha ancora trovato la combinazione di giocatori da accompagnare al vertice basso Pjanic e all’attacco con CR7, evidenziando una sterilità offensiva (o inefficienza, data dal rapporto reti fatte/tiri in porta) contro squadre chiuse.

Inoltre, la squadra patisce molto la transizione difensiva, quando perde palla nella trequarti e fallisce il pressing alto della difesa, e quindi i centrocampisti devono recuperare velocemente posizione in difesa.

Questo porta la squadra a collassare sulla linea di difesa (dove spesso ci sono ancora errori di posizione, vedi Cuadrado, Danilo e anche deLigt) e a difendere bassi.

I centrocampisti in rosa raramente hanno dimostrato di essere in grado di recuperare palla sulla trequarti difensiva e avviare il break in transizione offensiva. Gli unici che mostrano qualche capacità, però con molta discontinuità, sono Bentancur e Can.

La presenza di un giocatore come Pogba aggiungerebbe alle caratteristiche attuali della squadra:

  • Interdizione e transizione in break offensivo
  • Tiro da fuori
  • Capacità di assist e passaggio filtrante in area
  • Presenza in area per concludere a rete (di piede e di testa)

Nessun giocatore in rosa sta mostrando in forma continuativa queste caratteristiche.

Inoltre, non vedo nel panorama europeo nessun giocatore con caratteristiche simili, neanche tra le migliori squadre europee, forse con la eccezione di Isco e DeBruyne.

Lo spagnolo aveva iniziato la carriera mostrando caratteristiche simili al ruolo di Zidane, nonostante un fisico molto meno imponente e la tendenza a decentrarsi sulle fasce. Tuttavia, le sue prestazioni sono decadute significativamente negli ultimi anni, fino a “marcire” attualmente in panchina, nonostante le scarse prestazioni del Real Madrid. Inoltre, ha dimostrato troppa anarchia tattica, per poter essere schierato in posizioni diverse dal trequartista, libero da compiti difensivi.

Per quanto riguarda il belga DeBruyne, ha caratteristiche piú vicine al campione francese preso a riferimento. Purtroppo, il suo prezzo e scadenza di contratto nel 2023, nonché le ambizioni della sua attuale squadra, lo rendono assolutamente fuori mercato.

In conclusione, penso che il centrocampo della Juventus non sia inferiore rispetto alle principali squadre europee candidate alla Champions League e non costituisce il suo punto debole. Tuttavia, per risolvere alcuni dei problemi che la squadra sta mostrando in questo momento di transizione di guida tecnica, ritengo che la presenza di un giocatore con le caratteristiche di Zidane rappresenterebbe un upgrade tecnico e tattico significativo. Attualmente, il giocatore che più si avvicina al campione francese è Paul Pogba. Pertanto, ritengo che investire parte dei 300 milioni stanziati dagli azionisti nell’acquisto del Polpo sarebbe la migliore mossa possibile e auspicabile.

 

di Stefano Esposizione