EuroJuve agli Ottavi: poker allo Zenit con show di Dybala e Chiesa

di Mauro Bortone |

Dybala

EuroJuve contro lo Zenit: vittoria di rabbia, orgoglio e gioco per la banda di Allegri che con lo show allo Stadium e le prestazioni sontuose di Dybala (doppietta e assist) e Chiesa stende i russi e si qualifica agli Ottavi di Champions League con due turni di anticipo. E dopo le prove inguardabili dell’ultima settimana, si regala la migliore partita di questa stagione, finora avara di soddisfazioni.

Allegri schiera Szczesny; Danilo, Bonucci, de Ligt, Alex Sandro; Chiesa, McKennie, Locatelli, Bernardeschi; Dybala, Morata. Queste le scelte di Semak per il suo 3-4-2-1: Krirsyuk; Chistyakov, Lovren, Rakitskiy; Sutormin, Barrios, Wendel, Karavaev; Mostovoy, Claudinho; Azmoun.

Juve subito aggressiva con Dybala che strappa un pallone, serve Chiesa che tenta lo sfondamento ma passa a Danilo che mette in mezzo con forza: gestisce Krirsyuk. Al 4’ Lovren sugli sviluppi di calcio d’angolo si rende pericoloso di testa nell’area bianconera. All’8’ il primo pericolo Juve: Dybala in area mette subito un pallone tagliato, respinge la difesa su Bernardeschi che, da pochi passi, ritarda la conclusione e colpisce il portiere dei russi. Un minuto dopo, su azione prolungata dei bianconeri, Dybala rientra sul destro e incrocia dal limite, colpendo il palo.

All’11’, su corner, palla in mezzo con Dybala che calcia di controbalzo e porta in vantaggio la Juve: così l’argentino, dopo aver raggiunto Platini (con esultanza omaggio), lo supera e aggancia John Charles nella classifica marcatori bianconeri di tutti i tempi. Al 18’ giocata sontuosa di Dybala, che sguscia tra due avversari e mette in mezzo per Morata, che in corsa calcia di poco alto. Al 21’ Szczesny sbaglia il rinvio ma De Ligt e Locatelli costringono all’errore da pochi passi Mostovoy.

Al 26’ la Juve tenta una ripartenza con Chiesa, stoppato sul più bello. Poco dopo il clamoroso autogol di Bonucci che di testa mette alle spalle di Szczesny un cross abbastanza innocuo riportando la gara sul pari. Al 30’ cross calibrato di Locatelli per Chiesa che di testa non riesce a dare forza: para il portiere ospite. Sempre l’attaccante esterno si allunga il pallone dal limite e prova la botta a rientrare: fuori.

Al 35’ Mostovoy prova a pungere in attacco, ma nell’azione prolungata successiva la Juve trova il gol di Morata su percussione di Danilo: rete subito annullata per fuorigioco dello spagnolo. Al 40’ McKennie, pescato in mezzo all’area da un cross di Bernadeschi, schiaccia bene in terzo tempo e costringe Krirsyuk a un intervento impegnativo. Lo stesso Bernardeschi prova, poco dopo, un tiro dalla lunga distanza, senza grande fortuna. Il primo tempo finisce sul pari con una buona Juve, sfortunata nell’episodio dell’autogol di Bonucci.

Si riparte senza novità. Al 49’ bella azione della Juve aperta da Locatelli e conclusa con la giocata di Dybala, che entra in area e dal vertice calcia di poco a lato, sfiorando la doppietta. Al 51’ tenta la deviazione di tacco Morata su un cross dalla sinistra: conclusione sfortunata. Al 52’ dal limite è ancora pericoloso Dybala che mette Krirsyuk. Al 55’ grande apertura di Locatelli che trova Chiesa: controllo fantastico per l’attaccante, che prova lo sfondamento in area ma viene steso. È rigore, che Dybala sbaglia in prima battuta: l’arbitro fa ripetere e questa volta l’argentino non sbaglia e sigla il 2 a 1, col suo 18esimo centro in Champions League.

Fuori Mostovoy nello Zenit, dentro Malcom. Al 61’ Locatelli trova ancora Dybala, che scambia con McKennie e dal vertice dell’area trova la conclusione, di poco fuori. Al 66’ sempre Dybala recupera un pallone a centrocampo con intervento da mediano e poi di fino serve Chiesa, che riesce a puntare la porta ma calcia alto. Al 67’ torna a farsi vedere lo Zenit con un tiro deviato, che Szczesny mette in corner. Al 68’ ammonito Locatelli per fallo su Malcom. Al 69’ Malcom ci prova dal limite: grande intervento di Szczesny. Al 71’ manovra avvolgente della Juve, cross di Bernardeschi, McKennie spizza di testa, Chiesa non riesce a coordinarsi al meglio e tira alto.

Al 73’ iniziativa solitaria di McKennie, che riesce a condurre il contropiede, a entrare in area e a calciare: incredibile traversa del texano. Due minuti dopo, Bernardeschi suggerisce per Chiesa sul limite del fuorigioco: l’attaccante esterno con la sua classica azione sfonda, sterza e controsterza in area, mandando a vuoto gli avversari e infilando in diagonale il portiere ospite per il 3 a 1. Al 77’ azione veloce con tocchi di prima della Juve: Chiesa s’invola e sull’uscita di Krirsyuk sfiora la doppietta.

All’82’ la Juve cala il poker: Rabiot, appena entrato con Arthur per Bernardeschi e Locatelli, trova Dybala tra le linee, assist per l’accorrente Morata, che a tu per tu con Krirsyuk lo castiga per il 4 a 1. Dentro anche Rugani e Kulusevski per Bonucci e Dybala e, nello Zenit, Kuznetsov al posto di Wendel. Gli ospiti tentano una timida reazione e in un paio di occasioni sfiorano il gol del 4 a 2, che arriva nel recupero con sponda di Dzyuba a centro area per Azmoun, che infila Szczesny. Dopo tre di recupero finisce qui, con la Juve qualificata agli ottavi Champions con due turni di anticipo.