Cara Juve, quanto è difficile vendere bene

di Massimiliano Cassano |

All’inizio fu la cessione di Tevez. Con la partenza dell’argentino i tifosi juventini iniziarono a conoscere questo  nuovo modo di “vendere” i giocatori da parte della società: sostanzialmente a zero, nonostante il valore sportivo si molti di loro fosse ancora considerevole. Scelte di comodo, si dirà, per “liberarsi” di elementi che – per (scarsa) voglia personale o per esigenze di bilancio – in squadra non potevano più starci. E a dirla tutta, con l’Apache non ci andò neanche tanto male. Dal suo trasferimento al Boca Juniors, infatti, la Juventus ottenne un’opzione per acquistare Bentancur, oggi uno dei pilastri del nuovo centrocampo targato Pirlo. Colpo in prospettiva, certo, ma resta l’amaro in bocca a vedere Carlitos, cinque anni dopo, essere ancora decisivo in Sudamerica.

Con la stessa modalità lasciò Torino anche Fernando Llorente, che insieme a Tevez aveva formato una delle coppie d’attacco più affiatate degli ultimi anni bianconeri. Il Re Leone è adesso un giocatore del Napoli, e prima di arrivare all’ombra del Vesuvio ha girato tra squadre di alto livello come Siviglia, Swansea e Tottenham, segnando anche gol pesanti, soprattutto in Europa. E la lista è ancora lunga: i vari Matuidi, Perin, Romero, Dani Alves, Mandzukic, Marchisio, gli ormai prossimi partenti Khedira e Higuain, dati via a zero o per cifre irrisorie. Una difficoltà a monetizzare le cessioni, quella della dirigenza bianconera, che si riflette negativamente sul mercato. Meno incassi significa meno margini di manovra negli investimenti, ma anche meno potere contrattuale quando c’è da sfoltire gli esuberi.

Certo, quando c’è da far quadrare i conti con le plusvalenze, Paratici si dimostra un maestro, soprattutto nel piazzare i giovani. Ma le grane per vendere i “big” la dicono lunga sulla capacità della Juventus di rendere appetibili i suoi giocatori, oltre che suggerire che, forse, alcuni elementi della squadra tanto grandi non erano. Tra gli intoppi che più di tutti rendono difficoltose le cessioni in casa Juve ci sono senza dubbio gli stipendi altissimi che alcuni elementi della rosa, soprattutto quelli più in là con gli anni, percepiscono o hanno percepito ultimamente. Diventa difficile per una squadra pensare di pagare per un Khedira – ad esempio – se poi deve accollarsi anche uno stipendio lordo da quasi 10 milioni di euro.

Questa situazione rende la Juventus una squadra sempre al primo anno, con i conti sempre in bilico e la sensazione – per i tifosi – di una scarsa propensione alla progettazione. Un esempio su tutti: il prossimo bomber probabilmente sarà Suarez, campione assoluto. Ma qualcuno, dalle parti della Continassa, se lo sarà chiesto cosa ne sarà dell’attacco della Juventus tra due anni, senza il “Pistolero” e Ronaldo?


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