Verso Juve-Udinese: match da non sottovalutare contro chi riparte da capo

di Jacopo Azzolini |

Dopo le prestazioni contro Siviglia e Inter, il calendario si è rivelato in qualche modo amico della Juventus. Soprattutto perché, oltre al livello non esaltante degli avversari in sé, i bianconeri si sono trovati di fronte squadre in difficoltà soprattutto identitaria, con situazioni interne tutt’altro che serene.

L’Udinese è forse l’incognita più grande, visto che la società friuliana in questa sosta ha optato per il cambio dell’allenatore. Out Iachini, dentro Del Neri, mister che in realtà di provincia ha ottenuto i più grandi successi della sua carriera. Oltre ad essere praticamente l’unico italiano della squadra, Del Neri è pure udinese al 100%, visto che è nato ad Aquileia.

Che squadra si ritrova l’ex allenatore del Chievo? Tra le caratteristiche di questa rosa, in primis va segnalata l’estrema passività della formazione bianconera. L’Udinese è ultimissima per distacco nella classifica del possesso palla della Serie A, ben lontana dal Torino diciannovesimo. I nomi del centrocampo fanno capire come mai ci siano tutte queste difficoltà, visto che non ci sono veri e propri palleggiatori. Chi gioca davanti alla difesa è Kums, ventottenne belga in prestito dal Gent. Per quanto offra un buon lavoro in interdizione, Kums ha limiti tecnici evidenti col pallone tra i piedi, non riesce quasi a giocare in verticale. Spesso si finisce con uno sterile possesso orizzontale in cui la appoggia o ai terzini o ai centrali, con Danilo e Felipe che non a caso sono tra i bianconeri che effettuano più passaggi. Non inganni quindi la pass accuracy del belga, intorno al 90%.

Nonostante ciò, i friulani tirano molto in porta, tant’è che sono addirittura al nono posto per quanto riguarda le conclusioni dentro l’area di rigore: 63, poco meno del Napoli. E’ una squadra molto diretta quando attacca, che sfrutta l’avere un ariete come Zapata in avanti. Puntano tanto sui lanci lunghi per lui, nella speranza che il colombiano ci ricavi qualcosa di buono e abbia la meglio sulle seconde palle. Inoltre, la stragrande maggioranza delle transizioni friulane si conclude proprio con il cross per Zapata, una delle principali risorse dell’Udinese.

Il bianconero con (molta) più inventiva rispetto alla media è senza dubbio il giovane Rodrigo De Paul, che ha ereditato la pesantissima 10 di Antonio di Natale. L’argentino  ha finora agito dietro le punte nel 4-3-1-2 di Iachini, ed è saldamente in vetta per quanto riguarda assist, dribbling e passaggi chiave. Il match con la Fiorentina, di gran lunga il suo migliore, spiega nel migliore dei modi quanto sia imprescindibile per la squadra. Tutti e due i gol realizzati nascono infatti da lui. Prima imbecca benissimo Zapata, approfittando del buco centrale tra le maglie viola:

Successivamente,  raccoglie palla dopo un recupero di Badu (gli strappi del ghanese sono una valida risorsa per l’Udinese) ed effettua un cross con le misure giuste che salta i difensori della Fiorentina.

Deve ancora crescere in personalità: tocca pochi palloni per il ruolo nevralgico che ha, ma va detto che probabilmente oggi il contesto non lo aiuta molto.

 

UDINESE-LAZIO: Per quanto la classifica dei friulani sia negativa ma non troppo disastrosa, la sconfitta interna con la Lazio ha convinto la società a cambiare l’allenatore. Allo stadio Friuli si affrontavano due delle formazioni più passive della Serie A, due squadre che tengono molto poco il pallone tra i piedi. Dopo una prima parte di gara comunque abbastanza equilibrata, il gol di Immobile si è rivelato lo spartiacque decisivo del match. L’Udinese non è riuscita a reagire né con brillantezza né con decisione allo svantaggio, e il resto della partita ha palesato diversi limiti. Anche mentali. Basta solo vedere la scarsa determinazione in occasione del terzo gol laziale, in cui proprio a livello globale c’è stata una reattività pressoché assente: d’altronde, l’aver realizzato nell’arco dell’incontro appena la metà dei tackle della Lazio la dice lunga.

Dopo essere andata sullo 0-1, l’Udinese non è stata assolutamente in grado di imbastire una manovra offensiva efficace, anzi non ha fatto altro che prestare il fianco a una squadra che si esalta molto nelle ripartenze. L’inizio di secondo tempo avrebbe dovuto essere caratterizzato dal forcing dei padroni di casa, mentre invece si è vista una Lazio che è riuscita ad andare nei pressi della porta rivale con grande facilità. Anche con azioni costruite dal basso, eludendo un pressing totalmente inefficace:

pressing-male-organizzato-udinese

Insomma, l’Udinese non è riuscita ad attaccare in modo equilibrato, dando risalto agli stereotipi che vedono la formazione friulana come una squadra non in grado di fare la partita, palesando grosse difficoltà sia davanti che dietro. Quindi, sono state principalmente le modalità della sconfitta a spingere la società per il cambio.

ripartenza-lazio-sprecata

 

RICETTA: Lo Juventus-Udinese di sabato sarà una sfida particolare. Prima di tutto, perché tutte le partite dopo la sosta sono per loro stessa definizione imprevedibili, tra fusi orari, trasferte e rientri in extremis. A ciò si aggiunge la decisiva gara di martedì a Lione, che impone ad Allegri una rotazione degli uomini calcolata nei minimi dettagli. Quindi, le scelte che verranno fatte sabato  non riguarderanno solo la singola sfida, ma copriranno una prospettiva più ampia.

Inoltre, col cambio di allenatore, sarà la Juventus a testare per la prima volta la nuova Udinese di Luigi Del Neri. Il tecnico friulano con tutta probabilità eliminerà il 4-3-1-2 visto in tutte le precedenti gare (con l’eccezione del 3-5-2 con cui all’esordio Iachini aveva perso 4-0). Per quanto il 4-4-2 sia un tratto indistinguibile del tecnico friulano, nella conferenza di presentazione Del Neri ha dichiarato che con questa rosa si può lavorare sia col 4-2-3-1 che col 4-1-4-1 (che poi muta in 4-3-3). Alla luce delle molte assenze – Badu e Kone su tutti -, si dovrebbe andare proprio su quest’ultimo modulo. In mediana, affianco a Kums agirà Fofona e uno tra Jankto e Balic, 123’ in due finora (con lo slavo che non è ancora sceso in campo). Davanti, ai lati di Zapata, verosimilmente vedremo De Paul (oggi favorito su Matos) e Thereau.

Insomma, se l’Udinese in precedenza ha già dimostrato di tenere poco equilibrio, suscita dubbi il vedere due giocatori come De Paul e Thereau esterni a tutta fascia in una gara così difficile. Non è da escludere che, a seconda dell’andamento del match, questi non stringano le proprie posizioni, con l’argentino ad agire in una zona più centrale e la squadra che torni ad assumere le forme del 4-3-1-2 visto in precedenza.

Essendo come già detto una partita da giocare subito dopo la sosta, con molti uomini tornati a Torino in fretta e furia, il grado di insidiosità è molto più elevato rispetto al solito. Anche alla luce dei prossimi difficili impegni. I tifosi fanno benissimo a pretendere passi avanti nel gioco (che ad Empoli si sono parzialmente visti), ma sabato è una di quelle gare in cui la sostanza conta più della forma, un contesto in cui eccedere coi sofismi rischia di diventare eccessivo. Alla luce di ciò, passare subito in vantaggio potrebbe rivelarsi terapeutico contro un avversario con simili caratteristiche, e darebbe l’opportunità di risparmiare importanti energie psicofisiche.