Juve – Udinese: Cristiano si mette sulle spalle le critiche

di Valerio Vitali |

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Prima di Juve – Udinese erano molte le perplessità (e le paure) che hanno accompagnato molti tifosi bianconeri. La concorrenza che corre veloce e il ricordo ancora fresco della gara contro la Fiorentina. Molte di queste paure sembrano essere svanite, alcune molto meno. Nel 4-1 finale dello Stadium sono state molte le note liete. Dalla rinnovata freschezza atletica e tecnica di Dybala (che torna al gol) fino all’ennesima firma sul tabellino di Federico Chiesa, arrivato al suo terzo gol stagionale.

Nella buona, ma non ottima prestazione di stasera, ci sono ancora degli aspetti su cui Pirlo deve continuare a battere il martello. L’uscita da pressing avversario e la gestione di alcuni momenti delle partite. L’inizio di Juve – Udinese infatti ha ricordato a molti proprio quello di due settimane fa contro la viola, ma De Paul (e la VAR) ci hanno permesso di allontanare gli spettri. Dopo la “botta” iniziale pero’ la squadra si è parzialmente ritrovata, è costantemente cresciuta, fino a stabilizzarsi a 2o’ dalla fine sul parziale 3-0.

I movimenti offensivi, che hanno portato alla rete sia Chiesa, sia Cristiano che Dybala sono sembrati stasera abbastanza oliati. Lo si è visto poi anche nella buonissima prestazione di Ramsey. Incursore, rifinitore in occasione del primo gol con un assist e anche quasi realizzatore (quel gol annullato una sentenza oramai…). Il gallese, insieme a Bentancur hanno gestito e dettato bene i tempi di gioco rimanendo sempre dentro la partita e non uscendone fino a quando Pirlo non lo ha chiamato a sé in panchina.

Nella globalità del 4-1 ci sono buone prospettive che ci proiettano verso la sfida di San Siro di mercoledì prossimo. Un match chiave in vista della lotta scudetto ma anche per rispedire al mittente le critiche che in queste settimane accompagnano la squadra. Servirà maggiore intensità rispetto a quanto visto oggi allo Stadium, una maggiore compattezza tra i reparti e un Arthur in cabina di regia che sappia tenere i fili di una squadra che tende a scollegarsi.