Juve – Toro, un 2-1 scritto nel destino di Pirlo

di Valerio Vitali |

Juve - Toro

Due colpi di testa vincenti, quelli di McKennie e Bonucci in Juve – Toro che spediscono al mittente critiche e giudizi troppo sommari. Le due zuccate vincenti, arrivate nel momento forse peggiore, hanno risollevato l’animo di una squadra che nel primo tempo è stata assente sul rettangolo di gioco.

Sugli allori di questo Juve – Toro, oltre ai due autori dei gol, vanno messi Cuadrado, Chiesa e il subentrante Alex Sandro. Quest’ultimo, dal momento del suo ingresso in campo, ha ristabilito ordine tattico e padronanza tecnica della fascia sinistra. A tatto, la sua assenza, in queste prime giornate della stagione, è pesata davvero più del dovuto.

Nell’insieme dell’analisi a caldo di un derby che, come spesso capita, si risolve sempre sul rush finale, si inseriscono tante componenti. In primis l’incapacità della Juventus di andare per vie centrali in assenza di una punta vera. Sono stati moltissimi i cross e molti di questi si sono spenti sulla trequarti campo. Difficoltà che si sono palesate poi non tanto nella riconquista del pallone quanto piuttosto nell’imbucata facile.

I granata hanno giocato di rimessa, in un inedito quanto insolito 3-5-2 disegnato da Giampaolo che ha preferito oggi rinunciare al suo calcio sempre offensivo e non privo di trequartisti. La mossa del Torino di rannicchiarsi nella propria metà campo alla fine non ha pagato perché lo strapotere tecnico e atletico alla fine hanno fatto la differenza. Così come fa tutta la differenza del mondo per questa Juventus portarsi a casa questi 3 punti. Insomma, un primo derby per Pirlo proprio come quel famoso 2-1 della stagione 2014-2015 che diede una zampata decisiva per il proseguo di quell’anno. E speriamo anche in questa.