Zona Rossa Juve: il perché delle troppe espulsioni

di Juventibus |

Con l’ineccepibile espulsione di Cuadrado in Juventus-Fiorentina, salgono a quota 5 i “rossi” a carico dei bianconeri in queste prime 13 partite di campionato. Sono davvero tanti, troppi.

Al netto di qualche decisione quantomeno discutibile, si tratta di un dato su cui riflettere.

Una chiave di lettura interessante è legata all’aggressività e alla ferocia, quasi ossessiva, della ricerca immediata di riconquistare la palla non appena perso il possesso. Su questo aspetto sembra infatti insistere Pirlo, tanto da generare qualche evidente difficoltà ad alcuni giocatori, in particolar modo quelli abituati negli ultimi anni a preoccuparsi semplicemente di riposizionarsi nel miglior modo possibile per evitare guai, privilegiando quindi l’aspetto tattico. Si tratta di un vero e proprio cambio d mentalità che, ad oggi, sembra davvero lontano da un epilogo positivo.

Un altro aspetto sul quale porre attenzione è quello puramente tattico. Colpisce molto la zona di campo nella quale vengono commessi tanti di questi falli che procurano ammonizioni ed espulsioni. Molto spesso sono commessi in zone di campo NON pericolose (Cuadrado ieri con la Fiorentina, Chiesa a Crotone) o in situazioni di non grave pericolo come, per esempio, il secondo giallo a Rabiot contro la Roma.

Nel computo complessivo è doveroso anche registrare le espulsioni per proteste di Morata a Benevento e Pinsoglio nel derby vinto allo scadere col Torino. È vero che queste due espulsioni non hanno gravato sull’andamento della partita, dato che lo spagnolo è stato espulso a fine gara e Pinsoglio direttamente dalla panchina, ma sono due campanelli d’allarme che suonano allo stesso modo: questa squadra vive con troppa elettricità, sempre sul filo del rasoio della tensione, quasi a testimoniare la necessità di dover, e voler, continuare a vincere.

È evidente che Pirlo stia provando a svecchiare questa squadra anche dal punto di vista del temperamento, ma è altrettanto palese che la Juve stia facendo molta fatica ad adattarsi anche fisicamente a questo nuovo tipo di calcio. La sensazione è che qualche elemento fatichi particolarmente a calarsi in questa nuova mentalità e in questa nuova proposta di calcio che prevede maggiore aggressività nella metà campo avversaria.

Sono passati solo 3 mesi dall’inizio della nuova stagione, ma anche su questo tema è doveroso misurare i progressi della Juve nei prossimi mesi.

Servono progressi anche a livello psicologico e caratteriale, per limare questi aspetti che alla lunga possono incidere negativamente soprattutto nei momenti decisivi della stagione e in partite da dentro o fuori. Augurandosi di giocarne tante di partite del genere.

di Leo Menduni