Mandzukic dà dominio fisico alla risalita juventina

di Jacopo Azzolini |

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Rispetto ai big match contro Inter e Napoli, che bene o male avevano seguito un canovaccio con continuità nell’arco dei 90′, Juventus-Roma è stata più altalenante nel suo svolgimento, vivendo di momenti diametralmente opposti tra loro. Si è passati da frangenti di grande controllo (soprattutto senza palla) a fasi della gara in cui la Juve ha sofferto come mai in stagione.

Il 433 della Juve, ancora una volta senza Dybala e Costa (ossia i giocatori di maggior qualità sulla trequarti) e con Barzagli terzino bloccato, nella prima frazione si è reso poco gradevole da vedere ma piuttosto efficace nella tenuta del campo.

I bianconeri raramente hanno insistito costruendo dal basso, anzi si cercava quasi subito il lancio lungo per Mandzukic, sfruttando così il mismatch fisico contro Florenzi. Il croato ha vinto praticamente tutti i duelli fisici, permettendo ai suoi compagni di consolidare il possesso e risalire il campo (Matuidi in costante supporto su di lui). Sfruttando il baricentro alto della Roma, li si è trovati scoperti più e più volte, con la Juve che è stata brava ad accompagnare il ribaltamento dell’azione con tanti uomini.

Nel primo tempo, i giallorossi hanno dato la sensazione di poter far male solo quando gli avversari sbagliavano nel disimpegno. Il 451 bianconero ha ben coperto sia le corsie esterne che il centro del campo, soffrendo in poche circostanze: in particolare, a tratti la fase offensiva romanista si è mostrata troppo rigida, insistendo nel cercare le mezzali (Strootman e Nainggolan) tra le linee, troppo vicine alla porta nonostante mancasse loro lo spazio.

Nella ripresa, la Juve è riuscita a rendersi anche più pericolosa di quanto fosse logico aspettarsi, sfruttando bene l’ampiezza nel campo durante la risalita (Cuadrado e Mandzukic riuscivano sistematicamente ad andare alle spalle dei terzini) e inducendo Fazio e Manolas – eccellenti difensori ma con grossi limiti palla al piede – a più e più errori. Ed infatti i bianconeri hanno avuto molteplici occasioni per chiudere la pratica.

L’errore di Allegri, forse (anche se è facile parlare col senno di poi), è stato non sfruttare il miglior momento della partita, provando qualche cambio più offensivo per affondare il colpo del K.O. definitivo. Anzi, nel finale la difesa posizionale della Juve ha sofferto come non capitava dallo Juventus-Lazio di ottobre. La forza dei bianconeri, basti pensare alla trasferta di Napoli, è quella di mantenere la concentrazione altissima anche in intere gare passate a difendersi. Contro Di Francesco, invece, nel finale si sono viste leggerezze sia individuali che di reparto, con attimi di terrore (anche fisiologico) a cui non si era più abituati.

Nonostante sia, tra le prime della classe, l’avversario che più ha messo in difficoltà la Juve, la Roma perde l’ennesimo scontro diretto. I bianconeri, di contro, vincono una sfida importantissima. Difficile dire se il 433 sarà la disposizione tattica definitiva, quel che è certo è che finora sta dando ulteriore solidità alla squadra. Tuttavia, anche in un ciclo di risultati super positivo, non può non destare qualche interrogativo la situazione attuale di Dybala e Costa, su come Allegri pensa di inserirli in questo 433.

 

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