Vietato sbagliare: la Juve ha bisogno di riserve di lusso

di Sabino Palermo |

Ogni atleta sogna una seconda possibilità”

Frase scontata, risentita parecchie volte e anche citata troppo spesso. Ma l’estate bianconera, almeno per alcuni giocatori, ha il sapore della rivincita nei confronti del “vento nuovo” portato da Sarri. La panchina della Juventus, dopo due partite, ha deluso le aspettative ed è stato il campanello d’allarme più evidente (e forse inaspettato) di questo calcio d’Agosto.

FILO ROSSO – Da Parma a Napoli, passando dall’1-0 all’entusiasmante 4-3. Due vittorie “diverse”, ma simili nel modo di interpretare il calcio da parte della nuova Juve. Dominio totale nel primo tempo, nonostante i senatori in campo (vedi Khedira e Matuidi), e occhi lucidi da parte di tifosi e addetti ai lavori. Dal 3-0 dello Stadium allo striminzito vantaggio del Tardini, beh, metteteci le reti sbagliate da Cristiano e siamo davvero vicini allo stesso copione. Un filo rosso interrotto dall’ingresso in campo delle riserve nella ripresa: Rabiot, Cuadrado e Bernardeschi (a Parma) fanno eco Danilo, Dybala ed Emre Can.

SENZA RISCATTO – Soltanto il brasiliano, con impatto immediato, si è calato nella realtà della “partita in corso” sfoggiando grande atletismo e duttilità. Il centrocampo, tanto criticato nelle scelte di inizio gara, è stato rivoluzionato con gli ingressi di Rabiot ed Emre Can: una tragedia inaspettata. Poca grinta, poca cattiveria e voglia di prendersi il posto da titolare in questa Juventus. Nel tridente, invece, stonano (ma solo per mancanza di minuti) gli ingressi di Dybala e Bernardeschi. L’argentino, confermato da Paratici e pronto al riscatto totale, deve superare il rivale Higuain per affiancare Ronaldo (e non sarà facile); così come compito arduo sarà per Federico quello di scalzare un Douglas Costa dominante in questa fase di stagione.

CROLLO VERTICALE – Se a Parma il crollo fisico è passato in secondo piano per le poche occasioni avute dai ducali, allo Stadium il Napoli ha saputo approfittare delle lacune difensive della Juventus arrivando ad un passo dalla clamorosa rimonta (riuscita, poi svanita all’ultimo). Dall’uscita di Khedira, al minuto 60, è coinciso un crollo verticale da parte di tutto lo scheletro juventino: chi l’avrebbe mai detto al 31 Agosto? Non è il tedesco l’unico perno ad essere mancato, ma senza di lui nè Rabiot nè Can sono riusciti a mantenere alti i ritmi imposti dal gioco di Sarri. Sofferenza al massimo e “vecchia guardia” che ora si gioca fino all’ultimo un posto da titolare per tutta la stagione: ora ci sarà bisogno di riserve di lusso per far rimpiangere i primi 11.

SOSTA AL MOMENTO GIUSTO – In questi giorni di sosta, grati dei 6 punti in classifica, il lavoro dello staff juventino dovrà puntare sul “vitalizzare” gli uomini che partono dalla panchina. È stata un’estate difficile per tutti, ma ora come non mai servono tutti gli uomini a disposizione del tecnico toscano per mantenere quella filosofia di gioco aggressivo per 90 minuti. Non importa chi partirà dall’inizio, ma c’è qualcosa da imparare da Allegri (bravo a cambiare spesso la partita dalla panchina): motivare i giocatori, farli ruggire all’ingresso in campo e diventare un fattore in qualsiasi momento.