Juve, hai il tuo nuovo regista, è quello di prima: Juan Cuadrado

di Milena Trecarichi |

La Juventus ha vinto, in rimonta, il derby contro il Torino. Vincere, seppur in maniera sofferta, è sempre la miglior medicina, per cementare un nuovo gruppo, allenato da un allenatore alla sua prima esperienza. Analizzando la partita di ieri, vien da sé capire, come il cartello con su scritto “lavori in corso”, accompagnerà la Juventus ancora per molto tempo. Sono tanti gli aspetti da sistemare:

  • il centrocampo con due mediani,  continua ad essere il reparto che va più in sofferenza, a causa della staticità sia in fase offensiva(nessuno riesce ad inserirsi senza palla), la poca propensione alla verticalità e alla poca reattività nella riagressione e nel pressing. A tal proposito, le continue rotazioni, non aiutano di certo. Per i primi tempi, sarebbe forse opportuno individuare i titolari e farli giocare il più possibile insieme, per oliare i meccanismi;
  • la continua rotazione degli esterni/trequartisti. Ramsey, Bernardeschi, Kulusevski, Chiesa, la cui posizione in campo continua a ruotare (una volta a destra, una volta a sinistra). Anche qui la squadra necessita di avere delle certezze sulla posizione in campo, per evitare di vedere calciatori confusi, come Kulusevski, che non può fare l’esterno di centrocampo che si accentra, il cosiddetto trequartista ibrido o finto trequartista che dir si voglia.
  • la fatica nel riempire l’area. Senza Morata, con un Dybala e un Ronaldo che svariano sul fronte offensivo, gli inserimenti senza palla degli esterni e dei centrocampisti diventano fondamentali. Aspetto che è stato messo a posto, con l’ingresso in campo di Mckennie, che ha garantito inserimenti senza palla e dinamismo.

Quando si parla di Juve, giustamente, si elencano i meriti di Cr7, di Morata, di de Ligt, Szczesny e Danilo, ma troppo spesso ci si dimentica di un altro calciatore che rappresenta un tassello fondamentale per lo scacchiere di Pirlo, Juan Cuadrado.

L’importanza, a livello tattico, del lavoro che svolge il terzino colombiano, passa troppo spesso in sordina. Cuadrado è stato fin qui autore di ben 7 assist (3 in campionato e 4 in Champions League), ha rifiatato poco o nulla in questo inizio di stagione e per i compagni rappresenta un vero e proprio punto di riferimento in campo, nello sviluppo del gioco. Nel derby, il Torino nei primi 70′ è riuscito a chiudere tutte le linee di passaggio e a limitare Cuadrado, raddoppiando costantemente la marcatura su di lui, negli ultimi 20′, complice la stanchezza dei granata, la squadra è riuscita a trovare spesso il colombiano, affidandosi o aggrappandosi totalmente a lui e alle sue giocate.

Ecco i numeri di Cuadrado nel derby:

-2 assist
-1 gol annullato
-107 tocchi
-86.7% precisione passaggi
-4 passaggi chiave
-3/10 cross completati
-7 palloni lunghi giocati
-2 intercetti
-1/2 contrasti aerei vinti
-8/14 contrasti vinti

Oltre alle due pennellate che hanno portato al gol di Mckennie e Bonucci, a balzare all’occhio sono i 107 tocchi che rendono Cuadrado il calciatore più sollecitato o più cercato che dir si voglia, dalla squadra nella partita di ieri (il secondo è Bentancur con 103 tocchi). Il terzino colombiano, a volte commette qualche errore, soprattutto nelle letture difensive, ma ad un calciatore che gioca quasi tutte le partite, qualche errore di lucidità è concesso, soprattutto se poi si dimostra un punto di riferimento per la squadra in campo. La Juventus deve fare attenzione a non abusare di queste giocate, perché corre il rischio di diventare prevedibile in campo. Per un Dybala e un Kulusevski alla ricerca della condizione migliore e della posizione da ricoprire in campo, per un centrocampo che deve trovare ancora il suo assetto migliore, una delle “certezze” di questo inizio di stagione, per Andrea Pirlo, è sicuramente il tanto bistrattato Juan Cuadrado.


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