Juve-Real Madrid 0-3: è stato bello sognare

di Fabio Giambò |

Dopo pochi istanti dal fischio finale di una partita del genere è difficile trovare le parole giuste per commentare uno 0-3 in casa, sarebbe anche banale limitarsi a quel paio di insiemi di lettere che rispondo al suono Cristiano Ronaldo, stasera, forse ancora di più che a Cardiff quando fu sempre il Real Madrid ad umiliare la Juventus, è andata in scena la dimostrazione di quanto distante sia la Vecchia Signora dal vertice del calcio europeo, distanza fra l’altro difficilmente colmabile per lo meno in breve tempo. Non esiste critica in questo senso verso la dirigenza, l’allenatore, i calciatori, è tutto il contesto che crea questa distanza, il punto è metterselo in testa. Tutti, tifosi e critica. Il tempo dei processi arriverà, i capi d’imputazione sono tanti, ma con calma, tranquillità, freddezza, perché farlo adesso avrebbe poco senso, sarebbe poco interessante.

La fotografia: Chiellini, il migliore della difesa bianconera, fa diventare pericolosa un’azione che di pericoloso non aveva nulla, Ronaldo che dimostra al mondo ancora una volta quanto è più forte di tutti gli altri, l’Allianz si alza in piedi ed applaude. Ci fermiamo qui per stasera? Basterebbe, però qualche altra cosetta diciamola, giusto per volerci far male.

Partire con l’handicap dello 0-1 senza neanche accorgersene fa male, i ragazzi però sanno reagire, reggono dal punto di vista nervosa, ma il flirt con l’1-1 non si concretizza per tutta una serie di motivi che dalle nostre parti non siamo abituati a vivere: braccino corto, condizione fisica, c’è chi parla – stupidamente – anche di maledizione, ognuno ci metta dentro la chiave di lettura che più crede adatta, ma alla fine si esce dal campo sullo 0-3 e con un’altra istantanea che spiega la differenza fra un’ottima squadra come la Juve e l’eccellenza del Real. Il rosso a Dybala, al di là del fatto che possa essere discutibile, da un lato, Ronaldo che fa quello che vuole in giro per il terreno di gioco di casa Juve.

Non si perdeva in casa dall’invenzione del fuoco più o meno in campo europeo, è la sconfitta più pesante di sempre sul “nuovo” impianto, forse è meglio che sia arrivato tutto così ferocemente: adesso il cavallo di razza deve dimostrare che merita quest’etichetta. C’è un vantaggio in campionato da difendere, c’è da gestire un gruppo che probabilmente verrà rivoluzionato fra qualche settimana, c’è anche una coppa da non farsi sfuggire contro il Milan all’Olimpico. Niente scherzi, ragazzi, la leggenda è ancora lì da trasformare in storia.