La Juve e le questioni irrisolte a 25 giorni dalla fine del calciomercato

Al fischio finale di #TotthenamJuve, la maggior parte del popolo bianconero ha vissuto con disfattismo le ore successive alla partita, suscitando dubbi, perplessità ed incertezze sulle capacità del mister, dei giocatori a sua disposizione e della società. Tutte situazioni già vissute e che puntualmente, ad ogni estate, si ripresentano alla prima debacle. Pochi sono i tifosi che comprendono la necessità delle amichevoli, partite col solo scopo di consentire ai calciatori di trovare la giusta condizione ed al mister di studiare la quadratura tattica in vista dell’imminente stagione. Ecco, limitandosi a commentare esclusivamente questi due aspetti, e non il risultato, c’è da constatare che alcuni giocatori sono in evidente ritardo di condizione, Khedira su tutti, e che ad Allegri, come accade ad ogni sessione di calciomercato, servirà del tempo per integrare i nuovi acquisti. Aspettando, ovviamente, ulteriori rinforzi, quelli che consentirebbero di fare un ulteriore salto di qualità all’intera squadra.

 

Formazione schierata contro il Totthenam a 25 giorni dalla chiusura della sessione di calciomercato

 

Una trequarti più tecnica. Ad oggi la Juve è molto simile a quella dello scorso anno, con Rugani, De Sciglio e Douglas Costa rispettivamente al posto di Bonucci, Dani Alves e Cuadrado. Troppo poco per una squadra che punta a riconfermarsi in campionato ed a tentare l’ennesima scalata europea, magari dal finale più dolce rispetto alle stagioni appena trascorse. Il tutto senza dimenticare Bernardeschi, pagato 40 milioni di euro più bonus non certo per sedere in panca e diventare la riserva di Mandžukić, quest’ultimo dimostratosi generosissimo nel corso dello scorso anno come esterno alto a sinistra ma che rimane pur sempre una prima punta adattata. Ecco che quindi, inevitabilmente, qualcosa dovrà esser fatto in sede di mercato così da permettere ad Allegri di schierare contemporaneamente Douglas Costa, Dybala ed appunto Bernardeschi alle spalle di Higuain. Per capire cosa dovrebbe esser fatto è però necessario andare indietro nel tempo, non tanto in realtà, ed evidenziare i motivi tattici che hanno spinto il mister a schierare Mandžukić proprio da esterno alto nel corso della passata stagione, anno in cui si è registrata la cessione di Pogba, uomo indispensabile in tutte le fasi di gioco della vecchia Juventus. Il francese era per i bianconeri un giocatore fondamentale, in grado di garantire fisicità, qualità e quantità, un mix di caratteristiche che è raro, se non impossibile, trovare in un solo giocatore. Non a caso, nel corso dei primi mesi della scorsa stagione, il centrocampo è stato in assoluto il reparto più in difficoltà, con Khedira, Marchisio e Pjanić che non sono mai riusciti a sopperire il vuoto lasciato da Paul. Le stesse difficoltà che hanno “costretto” Allegri a schierare un centrocampo con soli due interpreti e Mandžukić adattato sulla sinistra a garantire quantità e fisicità ad un reparto povero di tali caratteristiche. Il croato è stato fondamentale nel pressing, nella capacità di imporre la sua fisicità in determinate situazioni di gioco e nel consentire ad Alex Sandro di liberare tutto il suo estro offensivo così da sopperire alle qualità tecniche di Pogba. Mario è stato quindi l’arma che ha permesso alla Juve e ad Allegri di fare a meno di un centrocampista dalle spiccate doti fisiche oltre che tecniche, arma dimostratasi a doppio taglio data la sua scarsa capacità di andare via in dribbling e di saltare un diretto avversario. Da qui nasce dunque la ricerca di un centrocampista “fisico”, individuato in Witsel prima, che al bianconero i milioni cinesi, ed in svariati nomi, N’Zonzi su tutti, poi. Il francese del Siviglia, 28 anni, alto 190cm per 75kg, è quel giocatore che renderebbe felice Allegri poiché gli consentirebbe di schierare una trequarti molto tecnica. Tra l’altro, al contrario di quanto sostengono in molti, N’Zonzi è un giocatore che col pallone sa giocarci. Certo non è Pogba ma non ha nemmeno dei piedi maldestri, d’altronde i numeri parlano a suo favore.

 

 Statistiche N’Zonzi, stagione 2016-2017. Fonte whoscored.com

 

Tali statistiche dimostrano come Steven prediliga il gioco corto, giocate facili (precisione passaggi pari al 90.1%) tali da non forzare l’azione, un centrocampista ideale per giocare palla a terra senza la ricerca ossessiva della palla lunga e della verticalizzazione. N’Zonzi, o comunque un centrocampista con sue caratteristiche fisiche, sarebbe l’ideale per una Juve che potrebbe essere certamente più forte rispetto a quella dello scorso anno.

Le posizioni di Chiellini e Lichtsteiner. Se da un lato l’acquisto di un centrocampista alla N’Zonzi consentirebbe alla Juve di poter giocare contemporaneamente con Bernardeschi, Dybala e Douglas Costa, aumentando considerevolmente la pericolosità in zona gol, dall’altro ci sono da metabolizzare, non tanto dal punto di vista sentimentale ma dal punto di vista tecnico-tattico, le partenze di Bonucci e Dani Alves. L’addio di Leo ha lasciato un vuoto sicuramente colmabile con Rugani, difensore per il quale la Juve ha ricevuto in passato delle offerte importanti che ha rifiutato perché consapevole delle sue enormi potenzialità. Il punto sta nel capire se un reparto composto da Daniele, Chiellini, Barzagli e Benatia possa reggere l’onda d’urto di una stagione lunga e faticosa. Certamente saranno fatte delle riflessioni al riguardo, del resto il calciomercato rimarrà aperto ancora un po’ di giorni e la società avrà modo di ponderare ciò che riterrà più opportuno fare. Nel caso in cui il reparto difensivo non dovesse registrare nuovi innesti è bene chiedersi chi schierare al fianco di Rugani. Il nome di Chiellini vien da sè, anche se vista l’assenza di Bonucci un difensore più tecnico di Giorgio permetterebbe ad Allegri di sopperire alla mancanza di qualità dovuta alla cessione dell’ex numero 19 bianconero. Ecco che quindi una coppia Benatia-Rugani non è affatto da escludere, due difensori dai piedi buoni in grado di iniziare la manovra senza troppe difficoltà e che permetterebbero alla Juve di non rimpiangere chi ha scelto di intraprendere altre strade.

Discorso ben diverso va affrontato per quanto riguarda la fascia destra, orfana di Dani Alves e che ha come interpreti principali in neo arrivato De Sciglio ed il veterano Lichtsteiner. Se il giovane Mattia sta mettendo in mostra tutto il suo potenziale, Stephan sembra, invece, alla fine di una carriera ad alti livelli dopo anni passati a sgroppare sulla fascia. Il problema è che lo svizzero non pare intenzionato a lasciare la Juve, il che significherebbe iniziare la stagione con un grave falla sulla corsia di destra. La speranza e che i bianconeri facciano le dovute valutazioni ed intervengano in una zona di campo che necessità di un’ulteriore innesto. A meno che Allegri non decida di inventarsi Cuadrado terzino, difficile ma non impossibile. D’altronde la posizione del colombiano rimane in bilico, soprattutto se dovesse arrivare Balde Keità dalla Lazio, giocatore in grado di ricoprire tutti i ruoli dalla trequarti in su.

 

Quella che potrebbe essere la Juve da qui alla fine del calciomercato

 

 

Fabio Rismino