La Juve, la lotta Champions e quella “inattesa piega degli eventi”

di Valerio Vitali |

juve qualificazione champions

Nella settimana più pazza e adrenalinica dell’anno la Juve strappa una qualificazione in Champions davvero inaspettata. Verrebbe da dire in un certo qual senso “inattesa”, così come gli eventi che l’hanno contraddistinta. Si percepisce a tatto, senza nemmeno troppo scavare nel profondo delle emozioni, quel senso di rassegnazione e di frustrazione che avvolge in un manto di tristezza tutti i media mainstream, già pronti a stappare lo spumante, già pronti a fare il funerale alla Juventus, come descritto da Bonucci nel suo post Instagram ieri sera dopo Bologna-Juventus.

 

 

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La Juve ha saputo cavalcarla a meraviglia questa inattesa piega degli eventi e ha creato i presupposti per non vivere di rimpianti. Tutto è iniziato da Milan-Cagliari, da quello 0-0 che aveva regalato stupore e un briciolo di speranza in più. L’attenzione sul match più importante (oltre al nostro) era tutta riversata a Bergamo, dimenticando, accantonando per un attimo quello che invece nessuno credeva si potesse prefigurare in quel di Napoli.

La “partita fantasma”, così come preannunciata anche dal nostro Luca Momblano in diverse trasmissioni sul nostro canale Twitch alla fine si è rivelata come la gara chiave. Accantonando comunque ironie, dietrologie e quel sano sfotto’ che contraddistingue il calcio nostrano, va sottolineato che questa Juve un posto in Champions se l’è guadagnato, sudato, soprattutto sul rush finale. Il “gong” che ha posto fine a tutti i discorsi sulla qualificazione Champions, arrivato su quel colpo di testa di Petagna che si è smorsato sul montante esterno della porta dell’Hellas Verona, ha consacrato con tutti i crismi del caso la squadra bianconera e gli ha dato di diritto le chiavi per la prossima partecipazione alla competizione europea più ambita (al momento).

La Juve, che nella Top 4 ci ha vissuto per più del 70% del campionato 2020-2021 ha giustificato dunque tutti gli sforzi messi in atto dopo quel 0-3 con il Milan che hanno fatto perdere le speranze a chiunque, anche al più ottimista dei tifosi o degli addetti ai lavori. Nessuno pero’ oltre al gruppo squadra aveva preso in considerazione l’inattesa piega degli eventi che, come in quel 5 maggio (seppur in tono minore) ha dato all’ambiente tutto quel “rinnovato entusiasmo” di cui parlava Pirlo ad inizio anno e che invece è giunto proprio lì, sul più bello.