CR7, il «problema» che logora chi non ce l’ha

di Mauro Bortone |

atalanta

CR7 logora chi non ce l’ha. È questo il postulato che meglio descrive e rappresenta lo stato d’animo della narrazione anti-juventina degli ultimi tre anni, da quando cioè il giocatore più forte del mondo ha scelto di vestire bianconero: Cristiano Ronaldo è un «problema», forse il «problema» di questa Juventus. Lo dicono quelli che raccontano la Juve professandosi neutrali, lo ripetono in maniera ossessiva come un ritornello che risuona a periodi alterni e che sembra, a volte, più un auspicio che un vero e proprio argomento.

C’è un periodo nella stagione in cui ogni giocatore vive una fase calante e, nel caso di Ronaldo, spesso quella fase coincide con i mesi di novembre e dicembre: è il momento in cui i discorsi degli anti-juventini si concentrano sull’apologia di un giocatore “finito”, “avanti negli anni”, “vecchio” che “condiziona” la squadra (salvo poi “condizionarla” anche quando non c’è perché la Juve, si sa, è “Ronaldo dipendente”). È praticamente “un problema”, solo “un costo”.

Poi c’è la cronaca che ci racconta di un mercoledì maledetto, dove nella sfida contro l’Atalanta, si è visto forse la peggior prestazione del portoghese da quando veste bianconero, con una serata “stregata” segnata da un paio di errori sotto porta non da lui e quello pesante dal dischetto. Per il tifoso, l’esito dell’ultima partita è sempre condizionante sul giudizio complessivo, ma non può esserlo per chi prova o aspira a raccontare il calcio con una prospettiva differente (o apparentemente tale) da quella del tifoso.

Pertanto una o più partite opache, non all’altezza del talento del cinque volte pallone d’oro, possono essere base di una critica ma non diventare argomento per il disfattismo cosmico, cavalcato da alcuni media “neutrali”, dalla réunion annuale degli anti-juventini che sperano di pascolare sulle sfortune altrui. Un atteggiamento che, va detto, raccoglie adepti spesso anche tra i tifosi bianconeri ed è forse l’aspetto che più sorprende e disturba.

L’anno scorso di questi tempi le discussioni erano identiche, poi Ronaldo in una sfida a Marassi contro la Sampdoria, dopo aver toccato il cielo e segnato un gol di testa aveva spento le polemiche e zittito le critiche. Oggi, nonostante il down di forma, le sue prestazioni confermano numeri straordinari, che vale la pena ripetere per capire se davvero il “problema” ce l’abbia la Juventus o più quelli che non dispongono di un calciatore così immenso: 14 gol in 12 partite in stagione, 10 reti in 8 presenze di campionato, 4 centri in altrettante partite in Champions League, 79 gol totali in bianconero in 101 gare, 39 reti nell’anno solare (migliore nei top campionati europei), 134 in Champions League, 754 gol in carriera tra club e nazionali maggiori. Un «problema» che logora chi non ce l’ha.