Dimenticare Juve-Porto ripartendo con fiducia dal molto che abbiamo di buono

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Luca Vaglio

I problemi da risolvere, se si vuole tornare a giocarsela con le migliori d’Europa, ci sono e sono molti. Inutile nasconderselo. Ma ricordiamoci che l’anno scorso il Lione dopo averci eliminato ha fatto fuori anche Pep Guardiola e il suo City. La realtà è più complessa di ogni nostra possibile sintesi e vedere soltanto quello che non va restituisce sempre una prospettiva distorta.

Dimentichiamoci per un attimo la complessità e prendiamo in esame due episodi, tralasciandone, per brevità, altri. A Porto ci siamo praticamente fatti gol da soli e la gestione della punizione che ha deciso la partita è stata meno che dilettantistica. Sarebbe bastato fare meglio in questi due frangenti per passare. E ci sarebbe voluto davvero poco per fare meglio di così. Non so se pensarci sia più consolatorio o più deprimente, e forse ora conta poco. Conviene, però, riflettere su questo punto.

CR7 non ci ha aiutato come altre volte e come avremmo sperato. Può succedere. È il momento di ringraziarlo e di salutarlo? Non ho una risposta, e in ogni caso la decisione tocca ai dirigenti della Juventus. Se restasse, sarebbe ancora prezioso? Di sicuro, ma lo status di insostituibile a priori non va d’accordo con lo spirito degli sport di squadra e con il buon senso.

Saper comprendere gli errori del passato può aiutare a farne meno in futuro. Con il senno di poi, ma anche con quello di allora, congedare Massimiliano Allegri non è stata un’idea molto lungimirante. Forse confermare Max e avviare con un po’ di anticipo il rinnovamento della rosa che lui chiedeva sarebbe stata cosa opportuna.

La natura delle cose è dinamica, evolve, si trasforma. Guardiamo all’oggi e al domani. Era normale che Andrea Pirlo avesse bisogno di fare apprendistato, di consolidare la propria esperienza di allenatore. Passare dai banchi di scuola alla Juventus, da 0 a 1000, in una stagione strana e complessa, quasi senza precampionato e con un calendario iper-compresso ha reso il suo compito oltremodo difficile. I numerosi infortuni capitati a diversi giocatori chiave hanno fatto il resto. Ma i maestri a che cosa servono se non a risolvere i problemi? In ogni caso, pazienza, bando all’emotività, e tanta fiducia in Pirlo, senza se e senza ma. 

E fiducia nel molto di buono che in questa squadra c’è, almeno in potenza. Perché c’è, senza dubbio. Comunque la si pensi, non ci sono le condizioni materiali per tentare una nuova rifondazione e per stravolgere quello che c’è. E probabilmente non sarebbe nemmeno opportuno. Invece, si può e si deve cercare di migliorare la rosa. Se possibile, iniziando dal centrocampo. E che sia una mossa perfetta, se deve essere una sola. Se sono due e giuste, forse è meglio.


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