Champions crudele: Juve fuori agli Ottavi, fatali i supplementari

di Mauro Bortone |

Juve ancora fuori agli Ottavi di Champions: non basta la vittoria contro il Porto per qualificarsi. Il gol beffa arriva su punizione nei supplementari, ma la squadra di Pirlo può recriminare.

È la partita da non sbagliare per la Juve che, all’Allianz Stadium, sa di dover ribaltare il risultato dell’andata, maturato al Do Dragao e facilitato dagli errori dei bianconeri e da un problema di “approccio gara”. Pirlo recupera Bonucci e Arthur e schiera una squadra più classica rispetto a quella vista contro la Lazio con Szczesny in porta; Demiral e Bonucci coppia centrale, Alex Sandro e Cuadrado sulle fasce, Ramsey, Rabiot, Arthur in mediana, Chiesa, Ronaldo e Morata in avanti. Il Porto di Sergio Conceicao risponde con Marchesin; Manafa, Pepe, Mbemba, Zaidu; Uribe, Sergio Oliveira, Otavio; Corona, Marega, Taremi.

La Juve sembra voler ragionare e il Porto prova a sorprendere i bianconeri con un tiro da fuori di Uribe, che finisce largo. Passa un minuto e la Juve sfiora il gol: dopo azione manovrata, cross dalla trequarti di Cuadrado e testa di Morata a botta sicura ma la conclusione è centrale e Marchesin respinge. I bianconeri provano a tenere alta la pressione ma su un errore di Bonucci il Porto riparte con Marega chiuso in uscita da Szczesny.

Passa poco e la Juve prende un grosso spavento: fuga sulla sinistra di Zaidu che supera Cuadrado e dal fondo crossa dietro per Taremi, conclusione murata da Bonucci dentro l’area; sulla respinta arriva di nuovo l’attaccante del Porto che prova a deviarla e prende l’incrocio dei pali. Al 9’ punizione dal vertice destro dell’area con Cuadrado che mette in mezzo, Demiral colpisce ma non prende la porta. Al 10’ allarme per l’esterno colombiano della Juve che lamenta un dolore.

Al 18’ l’episodio che cambia la partita col rigore per gli ospiti dopo un intervento ingenuo di Demiral in area: batte Sergio Oliveira che spiazza Szczesny e Porto avanti 0-1. Juve in bambola che prova una reazione con Morata, al 24’, sfondando sulla destra ma non riuscendo a servire un compagno in area. Bianconeri un po’ in confusione, rischiano alcune ripartenze, ma che sfiorano il pari ancora con Morata: cambio di campo di Cuadrado dalla destra per lo spagnolo sul secondo palo, che approfitta di un passaggio a vuoto di Manafa e tira ma Marchesin respinge. Al 30’ ci prova Rabiot dalla distanza su una respinta corta della difesa lusitana: Marchesin si distende e para. Al 32’ Pepe resta a terra per un duro scontro in elevazione con Demiral. Su una respinta della difesa del Porto, Rabiot tenta il destro al volo da lontanissimo, Marchesin si distende e para.

Al 41’ su calcio d’angolo di Cuadrado pallone spizzato da Morata ma Marchesin anticipa il possibile intervento di Bonucci, comunque in fuorigioco. Nei quattro minuti di recupero c’è solo tempo per l’ammonizione di Otavio per un intervento su Cuadrado.

Il secondo tempo riparte con gli stessi ventidue. Dopo un lungo giro palla arriva il pari: al 49’ Ronaldo galleggia sulla linea del fuorigioco, appoggia per Chiesa che gira all’incrocio per il pari. Al 53’ altro episodio favorevole alla Juve: dopo un fallo su Chiesa, Taremi spazza via un pallone dopo il fischio e becca il secondo giallo, lasciando in dieci i compagni.

Juve vicina al raddoppio con Chiesa: gran palla in profondità di Rabiot per l’attaccante che supera il marcatore e si allunga di testa scartando Marchesini ma si allarga troppo e trova il palo con Pepe sopraggiunto a chiudere in recupero. La squadra, però, ha cambiato atteggiamento: corner di Cuadrado, al 62’, sul secondo palo Ronaldo prova a schiacciare ma non la prende bene.

Ma è solo l’anticipo del gol del 2 a 1: gran cross dalla destra sempre di Cuadrado che taglia tutta l’area del Porto, sul secondo palo alle spalle di Morata svetta Chiesa che insacca di testa la rete del 2-1. Pareggiato il risultato dell’andata, si riparte di fatto dallo 0-0. Per Chiesa 12esimo centro stagionale, quarto in Champions League. Al 69’ Rabiot tira una gran botta da fuori che mette in difficoltà Marchesin.

Arrivano i cambi: fuori Otavio e Zaidu per Sarr e Luis Diaz nel Porto, Pirlo tira fuori Bonucci e Ramsey per De Ligt e McKennie. Al 77’ Morata rifinisce proprio per il centrocampista texano che non riesce a dare forza al colpo di testa; un minuto dopo Cuadrado trova Ronaldo al centro dell’area ma il portoghese sbaglia la spizzata. All’83’ si rivede il Porto con un violenta botta da fuori di Sarr respinta da Szczesny. Sul ribaltamento Chiesa è di nuovo di fronte a Marchesin ma tira male, invece, di servire al centro. All’85’ iniziativa in area di Marega, che lascia sul posto Demiral ma colpisce l’esterno della rete.

Chiesa, un minuto dopo, trova un cross tagliato per la testa di Ronaldo ma la difesa portoghese riesce a mettere in angolo. Entra Grujic al posto di Uribe.

Al 91’ gol annullato a Morata per fuorigioco. Al 93’ iniziativa sulla destra di Cuadrado, che sembra pronto a mettere in mezzo, invece, dribbla un avversario e lascia partire un tiro violento che si stampa sulla traversa. Finiscono i tempi regolamentari dopo i cinque di recupero allungati a sei minuti e trenta.

Si va ai supplementari. Al 92’ arrivo un giallo per Cuadrado e al 98’ per Oliveira, entrambi diffidati. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Marega batte nell’area piccola ma la conclusione è debole e viene controllata da Szczesny. Al 101’ escono Arthur e Chiesa per Kulusevski e Bernardeschi. L’esterno italiano serve subito in profondità Ronaldo, anticipato da Marchesin che lo colpisce: la Juve chiede un rigore, l’arbitro fa proseguire e Bernardeschi si fa ammonire per un intervento falloso.

Il secondo tempo supplementare parte con la sostituzione di Marega per Toni Martinez. Al 109’ Ronaldo si mette in proprio ma viene murato; un minuto dopo, Sandro trova un corridoio per Kulusevski, che fa tutto bene ma viene stoppato sul più bello. Passano sessanta secondi ed è pericolo nell’area Juve con una lunga manovra del Porto spazzata da Alex Sandro. Poco dopo grande azione di Kulusevski che trova Morata al vertice dell’area che però trova un tiro molle.

C’è tempo ancora per l’ammonizione a Rabiot prima del gol beffa che arriva al minuto 115 con una punizione insidiosa dalla distanza calciata forte da Oliveira: la barriera si apre con Ronaldo e Rabiot e la parabola sorprende Szczesny sul palo basso. È 2 a 2 col Porto a un passo dai quarti.

Reazione furiosa della Juve che un minuto dopo trova il gol con Rabiot di testa sugli sviluppi di calcio d’angolo. È 3 a 2 ma serve un gol per qualificarsi. All’ultimo minuto utile proteste Juve per un possibile rigore per De Ligt. Sugli sviluppi di calcio d’angolo ci prova Rabiot ma spara alto. Triplice fischio e ancora beffa Champions.