Juve e Piazza Affari nel 2017

di Mario Sironi |

calcio borsa

In attesa dei dati di fine giugno in merito al bilancio consuntivo di Juventus S.p.A , possiamo dare uno sguardo e fare un aggiornamento su quanto accaduto ai titoli azionari Juventus recentemente.

La crescita impressionante del valore delle azioni Juve quotate alla Borsa di Milano da febbraio in poi, con valori per un periodo persino triplicati, ha lasciato di stucco anche se il recente “rintracciamento al basso” post finale di Cardiff ha riportato i valori a livelli inferiori ma comunque doppi rispetto a inizio anno.

Ma i successi sportivi ripetuti negli ultimi 6 anni e nemmeno i bilanci in ordine e con grandi potenzialità spiegano del tutto la situazione.

Come detto in un articolo di qualche tempo fa, hanno impressionato soprattutto i volumi ossia il numero di azioni scambiate che è passato da una media di nemmeno un milione di pezzi a punte tra i 20 e i 40 milioni di azioni scambiate.

Va detto, ad onor del vero, che con un prezzo attuale di 0,58 euro si tratta di pochi milioni di euro di scambi che fanno della azione Juve un titolo più che “sottile”. Rastrellamento dovuto probabilmente a :

-1)riposizionamenti strategici di fondi specializzati, a partire dall’azionista n.2 di Juventus: il fondo Lindsell Train;

2)acquisti speculativi in funzione della possibile vittoria in CL; dopo la finale persa molti hanno venduto , ritenendo acquisito nel prezzo il rafforzamento di immagine (pur nella sconfitta); oppure considerando ormai mancati gli extra introiti dovuti alla vittoria sfumata. Vittoria che di solito porta con sé in questi casi anche cospicui pagamenti di premi speciali ai giocatori , costi di solito coperti con opportune polizze assicurative (di solito con Lloyds Londra).

 

Ma ha senso investire in società di calcio quotate ? A mio avviso, per il risparmiatore comune non rappresenta una grande opportunità in quanto il business non sempre è ben definito, il FFP (Financial Fair Play) ha regole precise ma lascia un forte grado di discrezionalità alla UEFA in termini di sanzioni e il flottante di azioni a disposizione sul mercato è sempre davvero molto limitato.

Pur ritenendo dunque la quotazione di società sportive molto particolare e dai legami prezzo/business assai debole, possiamo comunque fare un punto della situazione di quanto accade in Europa alle altre società quotate in mercati regolamentati.

Due parametri piuttosto interessanti sono la capitalizzazione di borsa (quanto i mercati valutano la società ossia il prodotto tra prezzo e numero di azioni emesse) e il rapporto prezzo con utili per cercare di capire i cosiddetti “multipli” e se la società sia più o meno sopravvalutata rispetto alle altre.

 

Da questa tabella che riassume alcuni dati delle principali squadre di calcio quotate in Borsa , possiamo ricavare alcuni assunti:

– 1) C’è una buona correlazione tra fatturato e valore di borsa;

– 2) Liverpool e Borussia Dortmund hanno capitalizzazioni in linea con quella della Juve , i tedeschi però con un fatturato nettamente inferiore , il che potrebbe significare che la Borsa tedesca attira più risorse in virtù di un quadro economico generale che fa preferire la terra germanica ad altre economie;

– 3) Il solco creato in questi anni dalla società bianconera , sul mercato domestico, è confermato dalle distanze abissali con i dati dei due club romani;

-4)Il Manchester United è un benchmark assoluto : in un momento storico di pochi successi sportivi (ravvivati quest’anno dalla conquista della Europa League) è tornata leader in termini di introiti e attira gli investitori in modo clamoroso come testimoniano i quasi 3 miliardi di euro di capitalizzazione. Ciò significa eccellente programmazione commerciale abbinata ad una torta diritti TV che in Premier League raggiunge livelli impensabili in Italia , sia come montante che come criteri di distribuzione . Resta il dubbio di una possibile sopravvalutazione del titolo.

 

Proprio per quest’ultimo motivo non ho volutamente riportato i rendimenti percentuali di Borsa delle società in quanto considero, fin da tempi non sospetti , poco attendibile ogni tipo di valutazione in questo senso .

In effetti i principali club europei non sono quotati a cominciare dal Bayern che pur rappresenta una eccellenza alla quale mirare. Il de-listing (revoca della quotazione) rimane a mio avviso un’opzione da valutare anche in ragione del fatto che la Juve non è scalabile in Borsa visto lo zoccolo duro di proprietà in carico a Exor e peraltro il pagamento di dividendi è cosa piuttosto rara in questo settore (un’unica volta in 16 anni per la società guidata da Andrea Agnelli).