Perché la Juve ha perso contro Ciro Immobile

di Luca Momblano |

Uno-due nel vero senso della parola: ravvicinato, appena tornati sul ring, sorpresi come un dilettante e pure senza caschetto; guardia farfallona, baldanzosi, peccatori; nulla viene per caso.
A tutto c’è un perché, e i perché che contano sono quelli spiegati da Massimiliano Allegri che a domande ha risposto. Il primo tempo fatto come lo si era progettato, i sessanta minuti di autonomia di Khedira, la spirale obbligatoria Lichtsteiner-Sturaro interessano, però fanno da contorno. I perché che interessano non sono neppure legati agli episodi, non destino e non declino, termini che stanno tra il gassoso e il morboso.
Più semplicemente, la sconfitta contro la Lazio di Simone Inzaghi  l’ultimo (?) anello di una catena. Tra i due rigori falliti da Dybala ci sono state le valutazioni di Allegri, le scelte mirate, e quindi poi le risposte sul campo. Allegri è andato dritto sulla fiducia (in se stesso) e sarà più facile che possa correggere il tiro. Tra i pregi, mettiamoci che è un uomo acuto, principe se non re dei correttivi cammin facendo.
Il tema: Allegri si è fidato di ciò che ha visto con i suoi occhi mentre mezza squadra stave altrove.

Douglas Costa che panchina Bernardeschi (giocatore che si sente e che mai verrà specializzato in una sola cosa) nonché Cuadrado sul lato destro.

Costruzione per Higuain senza portare palloni ai fianchi di Higuain: fa strano vederlo scimmiottare la furia di cui erano capaci Vialli e Tevez, quasi strano come non finalizzare quel che il suo curriculum scrive a pagina uno. Tutto davvero molto strano e straniante.

Asamoah fulcro, punto di domanda.

Sturaro che non può più fare il centrocampista (Bentancur gioca “per emergenza”, testuale) neppure nel centrocampo a tre che invece di per sé ci stava perché la Lazio ci aveva detto qualcosa in Supercoppa e perché Khedira al rientro, cito, “andava protetto”.

 

Allegri non è stato quindi tradito da Dybala, ma dal suo stesso occhio, ciò di cui più si fida ed esattamente ciò a cui si affiderà per riprendere da subito le briglie della squadra. Letta nel complesso, Immobile manda in vacca il progetto piùforza-contro-forza: Allegri temeva la fisicità della Lazio e voleva vincerla alla tedesca. L’ha persa invece alla roulette russa, senza vera dominanza e senza lucida logica da metà ripresa in avanti, fase sovente karmica per il nostro: due torri dentro e nessun cross dal fondo, Chiellini che fa l’uomo di spinta come in altre serate, poche, che ricordiamo disperate in questo lustro.

In mixed zone le colpe specifiche se le accollerà tutte Barzagli.

Ed ecco che a tutto c’è davvero un perché.

In occasione dell’1-1 ha fatto ciò che faceva con la difesa a tre.

Consapevolezza può essere ripartenza: lavorare sulla difesa affidarsi a chi gioca in difesa e neppure tornare a sedersi sulla difesa.

Guai, adesso come mai, alle controrivoluzioni.