La Juventus e i gol da palla inattiva: un matrimonio che s'ha da fare

di Juventibus |

Non so voi ma il sottoscritto, da qualche tempo, quando vede i nostri eroi predisporsi per un calcio piazzato (corner o punizione laterale che sia) nella metà campo offensiva, è già rassegnato al peggio: vale a dire nulla di fatto o, nel peggiore dei casi, palla persa e contropiede avversario alla Salah in un Juventus-Fiorentina di Coppa Italia finito nel dimenticatoio solo perché poi a Firenze furono costretti a riporre magliette e tazze celebrative per il raggiungimento della finale.
Al di là dei corsi e ricorsi storici, infatti, il dato è oggettivo e preoccupante allo stesso tempo: la Juventus sfrutta poco i calci piazzati. Certamente molto meno di quanto dovrebbe, potrebbe e vorrebbe, soprattutto in virtù del fatto che, con 184 centimetri di media, è la quarta squadra più alta della Serie A: prima di lei solo Inter (184.7 cm), Palermo (184.9) e Verona (186.1). Nonostante questo, però, le reti da fermo sono appena 10 su 46 (nona squadra del campionato, prima ancora il Verona a quota 16, di cui sei da corner/piazzati laterali): e, se escludiamo i 4 calci di rigore e le due punizioni vincenti di Dybala contro Verona e Udinese, il numero scende a 4; 3 sugli sviluppi da calcio d’angolo, appena uno su punizione laterale. Attenzione, però: fatta eccezione per il momentaneo 1-1 di Evra ad Empoli, le altre due marcature da corner sono arrivate una volta sfruttando il gioco a due vicino la bandierina (tocco corto per Dybala e traversone vincente per Manduzkic a Palermo) e la seconda (Khedira a Udine per lo 0-2, assist ancora di Dybala) semplicemente rimettendo al centro dell’area dopo che la difesa avversaria era comunque riuscita a neutralizzare il pericolo in prima battuta. E se si guarda alla Champions, la situazione è ancor più drammatica: delle 8 reti fin qui realizzate, nessuna è arrivata da calci da fermo.

Allarmante, soprattutto per una squadra come la Juventus che, per dominare gli avversari, si affida primariamente alla superiore fisicità rispetto alla media. Un esempio lampante, in tal senso, è stata la partita contro il Napoli: contro una squadra come quella di Sarri, che ha nella non ottimale lettura delle mercature in situazioni non dinamiche uno dei pochi punti deboli della fase difensiva, l’unica (potenziale) palla gol da palla ferma è stata il destraccio alle stelle di Evra dopo uno schema da calcio d’angolo da sinistra a cercare la sponda di Khedira sul lato opposto. Per il resto tutta una serie di blocchi (falliti) per cercare di favorire gli inserimenti di Bonucci (che, in contumacia Chiellini, è il primo dei centrali autorizzato a cercare fortuna nell’area avversaria) o Pogba e reiterati tentativi di corner “corti” che hanno sortito come unico effetto quello di consentire alla difesa azzurra di compattarsi agevolmente.

Peggio ancora è andata contro il Bologna: fatta salva l’occasionissima al 5’ minuto (ancora Evra, uno dotato di un’elevazione ottima in rapporto alla struttura fisica), i rossoblù non sono praticamente andati mai in affanno sulle palle inattive dei bianconeri. Che non hanno nella pluralità o varietà di soluzioni il proprio punto forte, risultando, alla lunga, prevedibili, scontati e facilmente marcabili, tanto a zona quanto a uomo.

E se nel corso della striscia delle 15 vittorie consecutive il problema era stato mascherato da una condizione fisica ottimale che consentiva comunque di trovare il grimaldello anche nelle gare più complicate, in un periodo come quello attuale, in cui le energie tendono ad andare e venire, riuscire a implementare dei set offensivi efficaci su palla ferma potrebbe essere la chiave di volta per portare a casa le partite più complicate di questo scorcio di stagione.
Anche in previsione di quel che sarà il ritorno di Champions all’Allianz Arena: perché è vero che il Bayern è una delle squadre che in Europa concede meno da questo punto vista), ma è altrettanto vero che la rete di Vidic per il momentaneo 1-0 United a Old Trafford (anno di grazia 2014, partita poi terminata 1-1 ndr) contro i bavaresi, su azione d’angolo, è un’immagine che Allegri e i suoi ragazzi dovranno tenere ben a mente per tentare l’impresa.

di Claudio Pellecchia