Juve One Love – Questa squadra è Amore Puro

di Sandro Scarpa |

Tutto ciò è mostruoso. E’ impressionante. Tutto ciò è Amore Puro.

Vincere per 5 anni di fila, dopo calciopoli, la B, la malagestio Blanc, i settimi posti e il quinquennio farlocco nerazzurro. Fagocitare ogni record di un secolo di calcio, devastare come uno tsunami il pallone italico: Imbattuti, Spietati, Dominanti, Impenetrabili, Stra-vincenti, Inviolati.

Siamo nell’occhio calmo del ciclone, ad un passo dal trionfo più insperato, più eclatante. Estraniamoci per un istante dalla sublime abitudine alla vittoria, non quella banale, ma inesorabile e infinita, e cominciamo a compenetrare cosa abbiamo fatto, a sbirciare oltre l’abbacinante trionfo, a realizzare davvero quanto è clamorosa questa Juve, quanto è chimerico fare la conta degli aggettivi che possano essere involucro quanto più trasparente e compiuto di una sequela di imprese iperboliche. Tutto ciò è indicibile a parole. Tutto ciò si può descrivere con un solo lemma: AMORE.

I sintomi ci sono: farfalle nello stomaco alle progressioni di Pogba, cuore reciso dal sinistro chirurgico di Dybala, respiro affannoso al record di Gigi, sorriso ebete per le serpentine di Cuadrado, orgasmi plurimi per le cavalcate di Morata.

Ecco quindi i 5 motivi per cui questa squadra è AMORE PURO

1. CATTIVI, MALEDETTI ED IMPLACABILI

La Juve ha vinto 23 gare su 24, bloccata a Bologna prima del Bayern, con alcuni titolari a riposo. In questa striscia (record per la A e probabilmente unica per i maggiori tornei europei) ci sono altri dati erotici: 0 gol subiti in 10 gare di fila e 970’, 0 subiti nelle ultime 9 in casa, 2 gol subiti nelle ultime 15, su palla ferma (rigore nel derby e corner). La Juve ha l’implacabilità del vincente, può vincere con 2-3 fiammate, o con un disumano stillicidio di supremazia, può nasconderti la palla o concedertela, ma solo per infilzarti meglio. La Juve prende la rivale, la tratta male, lascia che palleggi per ore, la fa sentire poco importante, e dosa bene amore e crudeltà, e soprattutto, sul campo, nessuna pietà. E poi, quella maledetta rabbia agonistica di Mandzu, Zaza, Licht, Bonucci! Aww! L’amorosa testata di Bonucci!

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2. MATURI, SAGGI E FOLLI

La Juve era a 12 punti dopo 10 gare, dopo il Sassuolo. Il gioco era duro come un amante in astinenza e i più duri e maturi di tutti: Buffon, Evra e Mandzukic hanno mostrato la faccia in TV, hanno sfoderato i gomiti e hanno rimesso la testa davanti a tutto e tutti. La saggezza agèe del Capitano (“Basta figure da pellegrini! Non gioisco per 3 vittorie di fila, ma per 10!”), la lucida follia brizzolata di Evra (“Possiamo vincerlo, mi prenderete per pazzo ma io ne sono SICURO!“), la halma assennata di Allegri (“Impariamo a nuotare in apnea“) e infine quella maturità evoluta nei tocchi adulti di Khedira, quel fascino intramontabile e solenne di Barzagli che annichilisce e tritura i rivali e quando segna stigmatizza: ho fatto pena in difesa, quindi ho rimediato in attacco! Aww! Le mani esperte di Buffon!

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3. GIOVANI, CARINI E INVIDIATI

La Juve ha un fulcro imberbe, goloso e lussuoso, cuore di cioccolato in tortino croccante. La corazzata cattiva e matura esalta i 3 under 23 –forse- più forti e ricercati: Pogba, Dybala e Morata. Il 10 non è più solo tuttocampista, ma onnipotente. Se, in piena crisi, cercava di caricarsi il mondo Juve sulle spalle, ora Atlante Pogba col Mondo-Pallone ci gioca come Chaplin. Soverchiante nel complesso di tutti i fondamentali: recuperi, intercetti, contrasti, passaggi, assist, dribbling, tiri e gol. Pogba tronca, mura, eradica, fraseggia e poi miracoleggia, esce come cervo da foreste di gambe, scaglia cannonate, funesta sui corner, guizza alle spalle, assiste no look, cesella su punizione. Ormai è compiutamente il miglior CC al mondo. Nessuno fa ciò che lui può quando lui  vuole, con la sua predominanza. Anche in casa Bayern segna e mette Morata e Cuadrado due volte davanti a Neuer per il possibile –maledetto- 3° gol.

Dybala è un Eletto. Sorrido dei paragoni con Messi, che è IL giocatore di sempre, inavvicinabile. Ma Dybala, al centro della scena, lo ricorda maledettamente. Va a prendersela, si volta, ribalta, la accarezza, seduce, tra due-tre, resiste, svicola, passa dietro avanti sotto sopra, ricama, tesse e finalizza. Rapidità di esecuzione qualitativa devastante, sinistro serico e sontuoso. Non arriverà MAI a Messi. Purtuttavia, Dybala si smazza 12 Km a gara (Messi passeggia per 6 km, perché PUO’ farlo), Paulino contrasta, aiuta, ripiega. Messi una diagonale difensiva in scivolata dopo 60 mt di corsa non l’ha mai nemmeno immaginata in carriera.

Poi c’è Morata. Il capoccione. Che prende gialli sciocchi e bisticcia col pallone in un grigio pomeriggio al Matusa di Frosinone. E poi…Aww, quelle folli dichiarazione d’amore, al Bernabeu, a Berlino, all’Etihad, all’Allianz…

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4. POSIZIONI, DURATA E GODIMENTO

La Juve conosce tutte le posizioni, tutto il kamasutra. Partita 20°, 18°, nella parte destra, poi 10°, poi 6°, 3°, 2° per un po’ e infine la nostra posizione preferita: sopra. Con le altre sotto, o prone, o in ginocchio, per tacere di altre posizioni più oscene. La nostra grandezza è proprio nella completezza, la capacità di essere multiforme, saper soffrire, stringere i denti, farsi umile e provinciale, poi splendente ed europea. Battere il ferro col Genoa, mettersi a 5 per custodire l’1-0 con l’Empoli, poi risplendere nel possesso col Siviglia. Sottrarre la palla alle piccole, regalarla sorniona a Fiorentina, Napoli come al City. La Juve sa essere tante Juve e sa vincere con tante Juve in una. Di qualità, di forza, di astuzia, da fermo (tanto fiato sprecato su questa presunta pecca), di attesa, oppure di pressione immediata, di goleada, di infilata, di aggiramento, di pazienza, di blitz-krieg. Debussy o Wagner. Il Bayern gioca SOLO in un modo, il Barca non sa soffrire, l’Atletico non sa dare spettacolo, e così via. Forse la Juve è inferiore alle superbig, ma se l’è giocata alla pari, proprio perché ha una duttilità sconosciuta alle altre: ha la qualità eccelsa degli interpreti, ma anche la compattezza e lo zoccolo duro, ha la capacità di farsi geisha e sottomessa, ma anche l’abitudine a dominare e primeggiare. E soprattutto, nessuno come la Juve fa godere: anche per le infinità rivalità e odi, degli altri club e dei media “neutrale”, dell’Inter capolista, delle tazze celebrative viola, del Milan da Scudetto, della Roma già al Circo Massimo, del Napoli migliore di sempre. Alla fine, gode e fa godere solo la Juve. Awww, che goduria!!

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5. SEXY, SORRIDENTI E IRRESISTIBILI

Così….