Juve nel fango, chi ti salverà?

di Sabino Palermo |

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“Non chiederti cosa i tuoi compagni di squadra possono fare per te. Chiediti cosa tu puoi fare per i tuoi compagni di squadra.”

Tutti colpevoli. Nessun colpevole. Questo emerge dalla trasferta di Lione in Champions League: sconfitta rimediabile, certo, ma che segna in modo tragico il punto più basso della stagione di Sarri in bianconero. Eppure, nonostante il dito puntato sul tecnico toscano sin dall’inizio del campionato, chi si prenderà la responsabilità di rispondere alle critiche dentro e fuori dal campo?

SOTTO ACCUSA – Ora le motivazioni non contano più, anzi. La squadra doveva dare una risposta concreta, dopo un periodo in chiaroscuro, ed invece la nebbia è scesa fitta su tutti i calciatori bianconeri. C’è un allarme, un grido, un incubo che si sta concretizzando nuovamente. La Champions che sfuma dalle mani sin dagli ottavi, addirittura contro una squadra modesta, ed un ritorno che sembra lontanissimo (e più difficile di quanto si pensi). Non è più un singolo ad essere criticato, ma l’intera rosa ha sbandato alle prime difficoltà, fino a non seguire più il proprio capitano.

CAPITANO, NON CAPITANO – Bonucci tuona a fine partita, come già successo in passato, trovando ad ascoltarlo microfoni famelici e tifosi inferociti. Un leader che ha paura che tutto possa finire, che sventola la fascia urlando il proprio malessere e che potrebbe avere l’effetto diverso. Perciò, mi chiedo mestamente, capitano dove sei? In tribuna, a soffrire insieme ai tifosi, e non in campo a rimettere in sesto la propria squadra. Chiellini manca, ancor di più a fine match, e nei titolari deve rientrare in pianta stabile. La paura in difesa deve smettere di esistere.

CHI VA PJANIC… – Fermo ai box per infortunio ed aspettato con ansia, Pjanic può ancora nascondersi in mezzo al campo dietro al classico “compitino”? Non c’è luce, non c’è personalità e nemmeno rabbia in mezzo al campo. Nel marasma di metà campo, il bosniaco è l’emblema di una Juve senz’anima che rischia il tracollo nella seconda parte di stagione. Non bastano più i tocchi, facili e semplici, e nemmeno il “sentirsi bianconero” fuori dal campo. Ora il campo deve urlare il tuo nome, la tua classe e non portarti più via quella leadership di cui Sarri ha bisogno per guidare il centrocampo. Senza di te, ahimè, vivremo come un girasole in Primavera, con l’eterna speranza che il sole si mantenga alto nel cielo.

…NON DYBALA LONTANO – La Joya ha concesso un lampo di classe nel corso della partita, a 10 minuti dalla fine, è quasi a voler incidere dopo un colpo da k.o. In una stagione positiva, però, Dybala si è nascosto tra le linee nel momento più importante. A Lione è rimasto in gabbia, quasi principesca, senza mai dare la sensazione di poter mordere la partita. Hai scalato le gerarchie, hai scalzato Higuain dall’11 titolare e sei accanto a Ronaldo, ora è tempo di sbocciare anche dal fango delle difficoltà. Arma il mancino, fai fuori l’indifferenza e la noia dal tuo calcio, e domina la scena. Perché così, caro “diez”, non si va lontano.

Dal riscaldamento alla partita sembra esserci un abisso. Due anime differenti, dal campo e dalla tuta, che come due pugili stanno combattendo sullo stesso ring. Ora l’asciugamano è stato lanciato e siamo in palese difficoltà: chi avrà sulle spalle la responsabilità di questa Juve con tutto da perdere?